Polemica social per Elisa Isoardi, finita al centro delle critiche dopo la pubblicazione di una storia Instagram realizzata negli ambienti di Bar Centrale, il programma che conduce su Rai1. A provocare le reazioni degli utenti è stata una lavagna comparsa sullo sfondo di una fotografia, sulla quale era riportato un elenco di 22 personaggi famosi accompagnati dalle rispettive età: un dead pool, come è stato chiamato dagli stessi 'partecipanti', ovvero un macabro gioco di pronostici sulle possibili morti di questi personaggi.
L’intenzione della conduttrice era mostrare uno scorcio della vita in redazione, condividendo l’immagine di una collaboratrice durante una pausa. A corredo dello scatto, Isoardi aveva scritto: «Momento prima lettura con popcorn». L’attenzione del pubblico si è però concentrata su quanto compariva alle spalle della donna, trasformando un contenuto apparentemente innocuo in un caso destinato a far discutere.
Sulla lavagna erano annotati i nomi di numerose personalità dello spettacolo, della cultura e delle istituzioni. Tra queste figuravano Lino Banfi, Renzo Arbore, Sophia Loren, Mogol, Liliana Segre, Mina, Adriano Celentano e Giovanni Allevi, che da qualche tempo sta affrontando dei problemi di salute. Presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accanto al cui nome però compariva la frase «speriamo di no». Per Vincenzo Mollica, invece, era stato disegnato un cuore. La fotografia è stata rapidamente ingrandita e immortalata attraverso screenshot, poi rilanciati su diverse piattaforme sui social. Nel giro di poco tempo, la vicenda ha suscitato numerose reazioni, con diversi utenti che hanno definito l’iniziativa di cattivo gusto e invocato provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Non sono mancate interpretazioni alternative: qualcuno ha ipotizzato che l’elenco potesse servire come promemoria redazionale per preparare anticipatamente materiali commemorativi dedicati a personaggi anziani o con problemi di salute. La dicitura utilizzata e la numerazione dei nomi, tuttavia, hanno alimentato i sospetti sulla natura del gioco. Al momento non sono arrivate spiegazioni pubbliche da parte di Isoardi o della redazione. Quello che poteva essere uno scherzo circoscritto all’ambiente di lavoro è così diventato una controversia pubblica.