Eni manterrà il price cap sui carburanti fino alla fine del 2026, confermando il tetto massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,25 euro per il gasolio, livelli annunciati a inizio ottobre. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Claudio Descalzi in un colloquio con alcuni quotidiani, come confermato da un portavoce del gruppo all’Adnkronos. La misura punta a sostenere i clienti in un contesto caratterizzato dalle dinamiche dei prezzi energetici e dalle condizioni di approvvigionamento.

Eni, prezzi dei carburanti monitorati fino a dicembre

Il mantenimento del tetto non esclude eventuali modifiche nel corso dei prossimi mesi. Descalzi ha spiegato che Eni continuerà a monitorare l’andamento del mercato, le variazioni dei prezzi e le forniture effettivamente disponibili, tenendo conto anche della propria struttura logistica.

«Confermiamo che manterremo il concetto di price cap fino a fine anno», ha affermato l’ad, precisando che il livello attuale sarà valutato periodicamente sulla base delle condizioni che si presenteranno.

La strategia di Eni e il sostegno ai consumatori

La decisione è stata illustrata anche da Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, durante la conference call con gli investitori dedicata ai risultati del terzo trimestre 2026.

«Crediamo che le aziende abbiano una responsabilità sociale, non possiamo vivere in una sorta di bolla al di fuori del mondo reale», ha dichiarato Gattei, sottolineando la necessità di considerare il sostegno ai clienti una priorità per un’impresa attiva in un settore fondamentale come quello dell’energia.

Il dirigente ha inoltre spiegato che il tetto massimo applicato alle vendite di benzina e diesel sarà sottoposto a rivalutazioni periodiche, in relazione all’evoluzione delle condizioni di mercato.

L’impatto economico della misura

Nel corso della call, Gattei ha fornito anche una stima delle possibili ricadute economiche dell’iniziativa per il gruppo. Nelle attuali condizioni di mercato, ipotizzando il mantenimento dei livelli osservati finora, l’impatto su base trimestrale è stimato nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro.

L’entità effettiva dipenderà dall’andamento dei prezzi e dalle condizioni operative. La conferma del price cap fino alla fine dell’anno si inserisce nella strategia di Eni volta a contenere il costo dei carburanti per i propri clienti, con un meccanismo soggetto a verifiche nel corso del periodo.