Gli italiani non rinunciano alle vacanze ma le affrontano con maggiore prudenza. Il 70% degli intervistati ha intenzione di concedersi un viaggio nei prossimi mesi, ma il 54% ammette di aver modificato i propri piani, secondo una ricerca dell'Istituto Piepoli presentata alla Camera di Commercio di Roma. Tra le motivazioni indicate da chi ha cambiato programma, le tensioni geopolitiche pesano per il 67% del campione e l'aumento dei prezzi per il 65%. Il 34% degli italiani si vede costretto a ridurre la spesa per le vacanze rispetto all'anno precedente.
La tendenza principale è chiara: si resta in Italia. Secondo l'Osservatorio Vacanze del Touring Club Italiano, il 66% sceglierà una destinazione domestica, in lieve incremento sul 2025. La regione preferita sarà il Trentino-Alto Adige, seguita da Sardegna, Toscana e Puglia. Tra luglio e agosto sono attese circa 171,8 milioni di presenze, con una crescita del 4,6% e una componente estera sempre più rilevante, trainata soprattutto da Regno Unito, Stati Uniti e Svizzera, secondo i dati Isnart e Unioncamere.
Il mare resta fondamentale ma registra una contrazione, mentre la montagna torna a crescere superando le città d'arte. Cresce soprattutto la domanda verso borghi e destinazioni lente, scelte per soggiorni brevi ma immersivi, insieme al turismo esperienziale in masserie pugliesi, agriturismi toscani e rifugi alpini.
Per chi sceglie l'estero, l'Europa resta la prima opzione con Spagna, Francia e Grecia in testa, mentre cresce l'interesse per destinazioni come Egitto e Giappone. Molti italiani preferiscono inoltre distribuire i giorni di vacanza in più momenti dell'anno, con giugno e settembre sempre più popolari grazie ai prezzi più contenuti e al minore
affollamento.