Si allarga lo scontro tra FIFA e UEFA. Mentre la Federazione internazionale ha avviato una consultazione per valutare l'espansione del Mondiale maschile da 48 a 64 squadre a partire dall'edizione del 2030, resta alta la tensione sul progetto di aprire ai capitali privati una quota delle proprie competizioni, proposta che ha provocato la dura reazione del calcio europeo e di altre confederazioni.
Secondo documenti visionati da ESPN, la FIFA punta a decidere entro il 14 agosto se proseguire con l'iter per l'allargamento del torneo. Un'agenzia indipendente dovrà valutare l'impatto sportivo, economico e organizzativo dell'eventuale riforma, mentre il rapporto conclusivo è atteso per l'11 settembre.
L'iniziativa arriva in una fase delicata per il presidente Gianni Infantino, già alle prese con le contestazioni sul progetto FIFA Forward Enterprise, che prevede la cessione di quote di minoranza delle principali competizioni della Federazione a investitori privati. Il piano è stato respinto da UEFA, Confederazione asiatica (AFC) e Concacaf. Nel frattempo la rottura tra FIFA e calcio europeo si è aggravata. La UEFA e tutte le 55 federazioni affiliate hanno annunciato che non prenderanno parte alle competizioni organizzate dalla FIFA finché il progetto di apertura del capitale dei tornei internazionali non verrà ritirato.
In una nota congiunta, le federazioni europee hanno respinto "all'unanimità e senza ambiguità" la proposta, sostenendo che "la Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento" e ribadendo che "la Coppa del Mondo non è in vendita".
Secondo la UEFA, l'ingresso di investitori privati rischierebbe di condizionare le decisioni su calendario, format e sviluppo delle competizioni in funzione del ritorno economico degli azionisti, anziché dell'interesse del movimento calcistico. "Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di soggetti il cui primo dovere è massimizzare il rendimento finanziario", si legge ancora nella nota.