Si avvia verso l’archiviazione il caso legato all’eleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC. La Procura federale sarebbe infatti orientata a chiedere la chiusura dell’indagine aperta sul mancato tesseramento formale al momento della presentazione della candidatura.

Il punto centrale riguarda l’interpretazione dell’articolo 29 dello Statuto FIGC, secondo cui chi si candida a una carica federale deve essere “in regola con il tesseramento”. Proprio su questa formula si è concentrato il lavoro della Procura, chiamata a stabilire se fosse necessario risultare già formalmente tesserati oppure se fosse sufficiente possedere tutti i requisiti previsti.

L’orientamento che sta emergendo va verso questa seconda lettura. In sostanza, il fatto che il tesseramento non risultasse ancora formalizzato al momento della candidatura non sarebbe, da solo, sufficiente a mettere in discussione l’eleggibilità di Malagò.

La vicenda aveva aperto un fronte delicato dopo l’elezione alla guida della Federazione, facendo emergere il rischio di possibili conseguenze sulla validità della candidatura e, di riflesso, sulla sua permanenza in carica.

Sul caso erano arrivati anche ricorsi e contestazioni, ma il quadro sembra ora destinato a chiudersi senza conseguenze per il presidente federale. Se la richiesta di archiviazione verrà confermata, il rischio di una decadenza si allontanerà definitivamente.

Per la FIGC si tratta di un passaggio importante, perché permette di ridurre l’incertezza istituzionale in una fase delicata della stagione e di riportare l’attenzione soprattutto sugli impegni sportivi della Nazionale e sulla programmazione federale dei prossimi mesi.