Flávio Bolsonaro, senatore del Partito liberale (PL) e sconfitto da Luiz Inácio Lula da Silva al ballottaggio presidenziale di domenica 25, è arrivato negli Stati Uniti martedì 27 ottobre insieme alla moglie e alle figlie. E Donald Trump ha già fatto sapere che gli concederà asilo politico. La partenza è stata confermata da fonti vicine all'amministrazione americana, mentre restano da chiarire le modalità con cui ha lasciato il Brasile e l'eventuale passaggio dall'Argentina.
La vicenda si inserisce in un contesto giudiziario delicato. Il ministro della Corte suprema Alexandre de Moraes aveva ordinato al senatore di consegnare alla Polizia federale i passaporti ordinario e diplomatico, disponendo anche il suo inserimento nel sistema di monitoraggio degli spostamenti internazionali. Flávio non avrebbe rispettato la scadenza fissata per martedì e i documenti emessi a suo nome sono stati annullati. Secondo indiscrezioni, il parlamentare temeva di essere arrestato e si sarebbe irritato per il provvedimento.
Lunedì 26, durante un incontro a Brasilia con i principali esponenti della sua campagna, alcuni alleati lo avevano invitato a non lasciare il Paese. Per molti di loro sarebbe stato l'ultimo contatto diretto con il senatore. Rogério Marinho, coordinatore della campagna, ha raccontato di aver ricevuto intorno alle 8 del mattino un messaggio in cui Flávio diceva di voler «prendere una pausa», senza anticipare le proprie intenzioni.
Una fonte statunitense vicina alla famiglia Bolsonaro ha dichiarato di essere stata informata della partenza, senza confermare un eventuale transito argentino. In precedenza, il portale Infobae aveva riferito di un attraversamento della frontiera con un documento d'identità e di un trasferimento verso Puerto Iguazú, da dove il senatore avrebbe dovuto raggiungere gli Stati Uniti con un jet privato. Secondo il Clarín, il decollo sarebbe stato ritardato per problemi documentali relativi a un passeggero. Il portavoce del presidente argentino Javier Milei ha tuttavia negato che Flávio sia entrato in Argentina.
Sul senatore pendono due indagini presso la Corte suprema. Una riguarda i presunti finanziamenti dell'ex proprietario di Banco Master, Daniel Vorcaro, per il film Dark Horse: Flávio avrebbe negoziato un trasferimento di almeno 24 milioni di dollari verso un fondo statunitense legato al fratello Eduardo. L'altra riguarda i rapporti con l'avvocato Willer Tomaz. Email acquisite dagli investigatori indicherebbero una conto condiviso presso Santander, circostanza negata da entrambi. Tomaz è inoltre legato alla società che controlla la piattaforma di scommesse BestBet, nella quale, secondo la rivista Piauí, Flávio avrebbe avuto una partecipazione occulta. Anche se su Instagram Bolsonaro ha ironizzato: "Il mio unico crimine è stato quello di concorrere (alle elezioni, ndr) contro Lula". Da febbraio 2027, inoltre, Flávio resterà senza mandato parlamentare per la prima volta in 24 anni.