Si apre una nuova fase per la Fondazione San Michele Arcangelo. A circa un mese dalla presentazione di una querela contenente gravi contestazioni sulla gestione dell’ente, l’Assemblea dei Soci ha assunto una decisione destinata a segnare una svolta nella governance dell’organizzazione.
Nel corso dell’assemblea straordinaria svoltasi sabato scorso, i soci hanno deliberato la revoca di Luca Baravalle dalla carica di Amministratore Unico della Fondazione, ponendo così fine al suo mandato.
Da oggi il provvedimento risulta pienamente efficace anche sotto il profilo formale, essendo stata perfezionata la nomina del nuovo Presidente. Alla guida della Fondazione è stato designato il dott. Giacomo Maisto, il cui incarico risulta ora operativo anche in seguito all’aggiornamento della posizione dell’ente presso il Registro delle Imprese.
La decisione dell’Assemblea giunge in un momento particolarmente delicato per la Fondazione. Nei confronti dell’ex Amministratore Unico è stata infatti presentata una querela nella quale vengono formulate gravi contestazioni riguardanti la gestione dell’ente e altri fatti che saranno oggetto delle valutazioni delle competenti autorità giudiziarie.
Parallelamente al percorso che seguirà la vicenda nelle sedi competenti, i soci hanno ritenuto necessario intervenire sul piano istituzionale, scegliendo di rinnovare la governance della Fondazione con l’obiettivo di assicurare continuità amministrativa, tutela del patrimonio dell’ente e serenità nello svolgimento delle attività istituzionali.
La nomina del dott. Giacomo Maisto rappresenta quindi il primo passo di un percorso di riorganizzazione volto a rafforzare la trasparenza amministrativa, la terzietà della governance e il corretto funzionamento degli organi della Fondazione, principi richiamati anche nel verbale dell’Assemblea straordinaria.
La Fondazione San Michele Arcangelo, nel corso della propria attività, ha promosso iniziative di carattere culturale, sociale e solidaristico. Con il cambio ai vertici, l’Assemblea ha inteso garantire la continuità dell’azione dell’ente e il perseguimento delle finalità statutarie, in attesa che le contestazioni contenute nella querela vengano esaminate dall’autorità giudiziaria competente. Allo stato, le accuse rappresentano infatti le allegazioni della parte denunciante e saranno oggetto delle verifiche previste dall’ordinamento, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e del diritto di difesa dell’ex Amministratore Unico.