Oltre 19,5 milioni di euro impegnati per sostenere la formazione continua dei lavoratori e quasi 6.800 imprese coinvolte in tutta Italia. È il bilancio dei primi 16 mesi di attività dell’Avviso FEMI 2025.01 di FondItalia, il Fondo Interprofessionale promosso da UGL e FederTerziario, che dal dicembre 2024 all’aprile 2026 ha finanziato percorsi formativi destinati a 91.448 lavoratori.
Secondo i dati diffusi dal Fondo, dall’apertura del primo Sportello, il 3 dicembre 2024, fino all’approvazione dell’ottavo, avvenuta il 14 aprile 2026, sono stati approvati progetti che hanno interessato 6.768 imprese distribuite sull’intero territorio nazionale, per un totale di 19.876 moduli formativi. Nello stesso periodo, la dotazione economica dell’Avviso è passata dagli iniziali 8 milioni di euro agli attuali 30 milioni, evidenziando una crescita costante delle risorse messe a disposizione e della partecipazione delle aziende.
L’analisi territoriale mostra una maggiore concentrazione delle attività nel Nord Italia, dove si registra il 52% delle imprese coinvolte, pari a 3.529 aziende, e il 54% dei lavoratori beneficiari, per un totale di 49.558 persone. Seguono il Sud e le Isole con 1.678 imprese e 21.487 lavoratori, mentre il Centro conta 1.561 imprese e 20.403 lavoratori. Una distribuzione che riflette la diversa densità del tessuto produttivo nazionale, ma che conferma al tempo stesso una diffusione significativa degli interventi formativi in tutte le aree del Paese.
Sul fronte dimensionale, la partecipazione è trainata dalle micro e piccole imprese, che rappresentano l’85% del totale delle aziende coinvolte. In particolare, le microimprese costituiscono da sole il 45% del campione, con 3.011 realtà aderenti. Le medie imprese si attestano all’11%, mentre le grandi aziende rappresentano il 4%.
Per quanto riguarda i comparti economici, i maggiori livelli di partecipazione si registrano nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, con 1.484 imprese coinvolte, seguito dal manifatturiero con 1.457 aziende e dalle costruzioni con 918. Presenze rilevanti emergono anche nei servizi di alloggio e ristorazione, nelle attività amministrative e di supporto e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche. Coinvolgimento significativo, seppur più contenuto, anche nei settori della sanità e assistenza sociale, dei trasporti e della logistica e dell’ICT.
Tra le principali aree formative richieste dalle imprese figurano la salute e sicurezza sul lavoro, lo sviluppo delle competenze trasversali e la gestione aziendale. In particolare, i moduli dedicati alla sicurezza hanno raggiunto quota 6.059, confermando la centralità dei temi legati alla tutela dei lavoratori e agli obblighi normativi. Parallelamente, cresce l’interesse verso percorsi orientati all’innovazione organizzativa e al rafforzamento delle competenze manageriali e relazionali.
“I numeri emersi dopo 16 mesi di attività confermano in modo chiaro la capacità del Fondo di rispondere in maniera concreta alle esigenze formative del sistema produttivo italiano”, ha dichiarato il presidente di FondItalia, Francesco Franco. “Oltre 19,5 milioni di euro impegnati, 6.768 imprese coinvolte e più di 91mila lavoratori raggiunti rappresentano il segnale di una domanda crescente di formazione continua da parte delle imprese”.
Sulla prospettiva futura è intervenuto anche il direttore di FondItalia, Egidio Sangue, sottolineando la volontà del Fondo di garantire continuità agli interventi di sostegno alla formazione. Alla luce dell’elevata partecipazione registrata, l’Avviso FEMI 2025.01 è stato prorogato fino al termine del 2026, con la previsione di ulteriori Sportelli fino al dodicesimo, la cui approvazione è prevista per il 19 novembre 2026.
Le priorità individuate dall’Avviso riguardano l’aggiornamento delle competenze professionali, l’adozione di nuovi modelli organizzativi, la trasformazione digitale, lo sviluppo delle competenze personali e linguistiche, i processi di internazionalizzazione e le iniziative collegate alla transizione ecologica.
FondItalia opera nell’ambito del sistema dei Fondi Interprofessionali previsti dalla Legge 388 del 2000. Attraverso l’adesione al Fondo, le imprese possono destinare alla formazione dei propri dipendenti lo 0,30% dei contributi obbligatori versati all’INPS, finanziando percorsi di aggiornamento professionale e qualificazione delle competenze senza costi aggiuntivi.