È in corso a Orvieto, al Palazzo del Capitano del Popolo, la giornata conclusiva del Forum dell’Indipendenza italiana, l’appuntamento che riunisce esponenti politici italiani ed europei attorno ai temi della sovranità nazionale, dell’Europa, dell’immigrazione e del futuro delle destre. Tra i protagonisti della giornata ci sono Roberto Vannacci, Gianni Alemanno e l’eurodeputato tedesco Marc Jongen, esponente di Alternative für Deutschland, la cui partecipazione è avvenuta su invito dello stesso Vannacci.

Nel suo intervento, Jongen ha ricostruito l’evoluzione politica di AfD, spiegando come il partito sia nato inizialmente come forza di protesta contro l’euro e abbia poi allargato progressivamente il proprio programma, soprattutto a partire dal 2015, anno in cui la politica migratoria della cancelliera Angela Merkel segnò un passaggio decisivo nel dibattito pubblico tedesco.

L’eurodeputato ha insistito in particolare sulla differenza tra l’immigrazione legata al lavoro e quella che definisce immigrazione di massa, sostenendo che in passato la Germania abbia accolto milioni di lavoratori stranieri, compresi molti italiani, all’interno di un modello basato sull’inserimento nel sistema produttivo e sul contributo fiscale.

Secondo Jongen, il problema emerso negli anni successivi riguarda invece una parte dei flussi migratori che, a suo giudizio, graverebbe maggiormente sul welfare senza contribuire in misura sufficiente all’economia del Paese. Una posizione che si inserisce nella linea politica portata avanti da AfD negli ultimi anni e che continua a rappresentare uno dei principali terreni di scontro all’interno del dibattito tedesco ed europeo.

Il Forum di Orvieto prosegue quindi con un confronto che punta a mettere in relazione esperienze politiche diverse ma accomunate da una forte critica all’attuale assetto dell’Unione europea e alle politiche migratorie portate avanti negli ultimi anni.

La presenza di Jongen, voluta da Vannacci, si colloca proprio in questo quadro e rafforza il profilo internazionale della giornata, mentre gli interventi conclusivi sono affidati ai protagonisti italiani dell’evento, chiamati a delineare le prospettive politiche future e il rapporto con le altre forze dell’area conservatrice e sovranista.