L'inizio dei Mondiali di calcio 2026, sta delineando una profonda spaccatura nella gestione dell'ordine pubblico all'interno delle principali municipalità francesi. A causa di un fuso orario compreso tra le sei e le nove ore rispetto ai paesi ospitanti (Stati Uniti, Canada e Messico), gli appassionati transalpini saranno costretti a seguire i match dalla tarda serata fino all'alba. Una contingenza che ha spinto diverse amministrazioni locali ad adottare misure restrittive per prevenire potenziali disordini notturni.
La complessa gestione dell'evento appare particolarmente stringente per la fascia giovanile. Secondo quanto riportato dall'emittente internazionale France 24, i minori non accompagnati non sempre avranno la possibilità di seguire le dirette nei locali o nei punti di aggregazione, a causa dei coprifuoco notturni introdotti in diverse aree urbane per ragioni di sicurezza e decoro pubblico.
A Clermont-Ferrand, il sindaco Julien Bony ha disposto il divieto di circolazione dalle ore 22:00 per i minori di 16 anni privi di tutela parentale, prevedendo sanzioni pecuniarie fino a 150 euro. L'amministrazione comunale, richiamando gli scontri registrati lo scorso 30 maggio in occasione della finale di Champions League vinta dal Paris Saint-Germain, ha inoltre vietato l'installazione di fan zone, imposto ai bar il posizionamento degli schermi esclusivamente all'interno dei locali e confermato il divieto estivo di consumo di alcol nei luoghi pubblici dopo le 22:00.
Misure analoghe sono state varate a Tolosa dal sindaco di centro-destra Jean-Luc Moudenc, che ha istituito il coprifuoco dalle 22:00 alle 05:00 per i giovani non accompagnati in concomitanza con le partite ritenute "ad alto rischio" (ovvero quelle che vedranno impegnate le nazionali di Francia, Marocco e Tunisia). A differenza di Clermont-Ferrand, tuttavia, Tolosa consentirà l'apertura di una fan zone da 18.000 posti nei pressi dello stadio a partire dai quarti di finale. Rigore totale invece ad Orléans, dove il primo cittadino Serge Grouard ha proibito la trasmissione dei match sulle terrazze all'aperto di bar e brasserie.
Sul fronte opposto, le amministrazioni guidate da coalizioni di sinistra stanno promuovendo una strategia basata sull'inclusione e sui grandi eventi pubblici. A Parigi, la prima vice-sindaca con delega alla sicurezza, Lamia El Aaraje, ha confermato l'interlocuzione con la Prefettura di Polizia per l'allestimento di fan zone accessibili e gratuite, definendo i Mondiali "un momento sportivo e popolare". Linea condivisa anche a Vénissieux, dove il sindaco Idir Boumertit (LFI) ha pianificato maxischermi nei parchi e negli stadi cittadini con aree ristoro dedicate alle famiglie.