Louis, un ragazzo francese di 17 anni, è morto martedì 23 giugno all'ospedale dopo quattro giorni di coma artificiale, in seguito a un brutale pestaggio subito venerdì 19 giugno su un cantiere nel quartiere Bourg di Narbona, nel sud della Francia. Lo riportano CNEWS e L'Indépendant, citando fonti della procura.
Secondo il procuratore di Narbonne, Jean-Philippe Rey, gli elementi raccolti indicano che si è trattato di un agguato premeditato: il ragazzo sarebbe stato attirato con un pretesto sul cantiere per essere colpito a morte. Louis è stato aggredito da un gruppo di cinque persone, colpito ripetutamente anche a terra, soprattutto alla testa. I pompieri, intervenuti dopo il ritrovamento, hanno riscontrato "molteplici ematomi al volto e diverse emorragie a livello della bocca e del naso", secondo la descrizione del procuratore.
L'aggressione è stata filmata dagli stessi aggressori e il video, diffuso sui social network, ha permesso agli investigatori di identificare rapidamente i cinque sospetti. Secondo una fonte di polizia citata da CNEWS, Louis e i cinque indagati si conoscevano attraverso le case famiglia dell'Aide sociale à l'enfance (l'equivalente francese dei servizi sociali per i minori), e il ragazzo era già stato aggredito da alcuni di loro all'inizio del mese.
Lasciato agonizzante sul cantiere per tutta la notte, Louis è stato trovato la mattina successiva da un operaio e trasportato d'urgenza in ospedale in condizioni gravissime, poi posto in coma artificiale.
I cinque sospetti, tra cui tre minorenni, di età compresa tra 16 e 19 anni, erano stati arrestati, interrogati e portati martedì davanti a un giudice istruttore, che li aveva incriminati per tentato omicidio mentre il ragazzo era ancora in vita. Non si è mai risvegliato. La morte del diciassettenne, comunicata durante l'udienza, cambia ora il corso dell'inchiesta: per i cinque indagati l'accusa si trasformerà in omicidio.