Francoforte è diventata per un giorno il punto di incontro della diaspora iraniana. Migliaia di persone, arrivate da diversi Paesi, si sono riunite nella città tedesca in occasione della consegna del Freedom Prize 2026, il premio assegnato dalla Fondazione Friedrich Naumann al popolo iraniano per il suo impegno a favore della libertà e dei diritti civili.
A ritirare simbolicamente il riconoscimento, nella storica Paulskirche, è stato Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià dell’Iran e tra le figure più conosciute dell’opposizione in esilio al regime di Teheran.
La cerimonia è stata accompagnata da una partecipata manifestazione che ha richiamato cittadini iraniani provenienti da diverse parti del mondo. Tra i simboli presenti durante la mobilitazione anche bandiere con l’immagine del premier israeliano Benjamin Netanyahu, a testimonianza dei diversi riferimenti politici e delle posizioni espresse da una parte dei manifestanti.
L’iniziativa ha riportato l’attenzione sulla situazione politica e sui diritti fondamentali in Iran, ma anche sul ruolo della diaspora e sulle differenti posizioni che attraversano l’opposizione al governo della Repubblica islamica. Pahlavi rimane infatti una figura di riferimento per una parte degli iraniani all’estero, pur non rappresentando tutte le componenti dell’opposizione.