La Procura di Pavia tira dritto nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Oggi, 28 settembre, è stato notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini previsto dall’articolo 415-bis del codice di procedura penale, con il deposito di tutti gli atti, comprese le indagini integrative. Il dato centrale contenuto nel comunicato firmato dal procuratore Fabio Napoleone è netto: il capo d’imputazione nei confronti di Sempio resta invariato. Comunicato Stampa 28.09.2026

Gli ulteriori approfondimenti disposti dagli inquirenti hanno riguardato praticamente tutti i punti più controversi del caso Garlasco. Il colonnello Andrea Berti è stato incaricato di esaminare la ricostruzione alternativa proposta dalla difesa Sempio sulla dinamica dell’aggressione e su alcuni momenti chiave, dall’area del telefono al luogo e al momento del lavaggio fino al percorso successivo all’omicidio. Secondo quanto riferisce la Procura, il consulente ha formulato osservazioni critiche, distinguendo fra elementi sostenuti da riscontri materiali e ipotesi ricostruttive che non avrebbero una conferma diretta.

Nuovi accertamenti hanno interessato anche la celebre “impronta 33” e la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione. I consulenti del pubblico ministero Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno ritenuto che le osservazioni della difesa non introducano elementi nuovi capaci di modificare le precedenti conclusioni tecniche sull’impronta. Per la scarpa, gli accertamenti sulle calzature non avrebbero consentito di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia analizzata. Un ulteriore approfondimento sulle dimensioni di una scarpa Frau taglia 42 ha inoltre portato i consulenti a ritenerla compatibile con le misure del piede dell’indagato.

Sul fronte medico-legale, Cristina Cattaneo ha confermato la lesione all’occipite come causa mortale. Il quadro complessivo delle ferite, secondo i consulenti della Procura, sarebbe compatibile con una dinamica aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale Chiara avrebbe messo in atto comportamenti difensivi. Gli approfondimenti sull’intervallo di sopravvivenza indicano inoltre che alcune lesioni potrebbero essere state prodotte tra 15 e 30 minuti prima della morte, senza poter escludere una sopravvivenza complessiva superiore ai 60 minuti.

Ma nel documento della Procura emerge anche un passaggio destinato a riaccendere l’attenzione sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. È stata infatti acquisita una consulenza dei tecnici della difesa Stasi relativa ai dati grezzi delle analisi effettuate nel 2007. Da quella documentazione sarebbero emerse due controanalisi elettroforetiche, datate 20 settembre 2007, sul campione “bu_p”, lo stesso nel quale era stata rilevata la presenza del Dna della vittima sui pedali della bicicletta di Umberto Dei: entrambe avrebbero dato risultato totalmente negativo. Il comunicato sottolinea inoltre che di quelle due corse e dei relativi tracciati negativi non sarebbe stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del processo celebrati a carico di Stasi.

Proprio per questo la Procura ha disposto ulteriori verifiche, chiedendo chiarimenti agli appartenenti al Ris di Parma dell’epoca e affidando ai propri consulenti una valutazione critica dei risultati. Gli esperti hanno confermato l’esistenza delle due corse negative e hanno ritenuto che, già allora, sarebbe stato opportuno un approfondimento che, sulla base delle recenti indagini, non risulterebbe essere stato effettuato.

Un altro capitolo riguarda gli studi condotti dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche presso i laboratori del Ris di Roma sulle tracce ematiche depositate su diverse tipologie di supporto murario. Le sperimentazioni hanno evidenziato che un risultato negativo nella quantificazione del materiale genetico e nei test sul tessuto ematico non dimostra necessariamente l’assenza di sangue o di Dna sulle superfici esaminate.

Resta invece sospesa, allo stato, la consulenza psichiatrica su Andrea Sempio. Il professor Roberto Catanesi ha spiegato di non disporre di elementi sufficienti per rispondere in maniera metodologicamente attendibile ai quesiti formulati dagli inquirenti, anche perché Sempio si è avvalso della facoltà di non sottoporsi a visita.

La Procura precisa infine un punto particolarmente delicato: nessuna richiesta finalizzata alla revisione della condanna definitiva di Alberto Stasi è stata rivolta al procuratore generale. Gli elementi acquisiti saranno valutati negli atti destinati ai giudici competenti e, trascorsi i termini previsti dalla legge dopo la chiusura delle indagini, la Procura di Pavia assumerà le proprie determinazioni sull’esercizio dell’azione penale.