Il caso Garlasco torna ad accendere il confronto televisivo, questa volta con una vera e propria rissa verbale in diretta a Storie Italiane, il programma di Rai 1 condotto da Eleonora Daniele. A scontrarsi sono stati l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, e il generale Luciano Garofano, all'epoca comandante del RIS di Parma. Al centro del dibattito ci sono le due analisi sul Dna dei pedali della bicicletta di Stasi (Garofano ha dichiarato in una sit di non averne un "ricordo preciso"), rimaste escluse dal fascicolo processuale per 19 anni e consegnate solo recentemente alla Procura di Pavia.

Garofano ha respinto con decisione le accuse rivolte al suo operato e a quello del RIS, parlando di una vera e propria campagna contro di loro: “Verso me e il Ris solo una diffamazione mediatica, è successo già in passato, con il caso di Cogne, si attacca me o si attacca il Ris. Noi non avevamo nessun interesse a forzare l’indagine. Non c’è stato nessun complotto, nessuna indagine Stasi centrica. La mia storia e quello che ha fatto il Ris non può essere cancellato da maldicenze, invenzioni e strumentalizzazioni bieche di chicchessia. Per cui dormo tranquillo e aspetto sulla riva del fiume che tutti questi cadaveri possano passare per recuperare la dignità che in maniera così scorretta si vuole tentare di togliermi”. E qui la prima uscita di sicuro infelice di Garofano, parso alle corde, che lascia perplesso e sgomento lo studio.

I toni si sono poi rapidamente alzati. Poco dopo il generale ha rincarato la dose contro De Rensis, che nel frattempo ha raccontato e riepilogato alcuni fatti: “Abbia il coraggio di raccontare la verità, e non strumentalizzi, si svegli invece di fare queste squallide dimostrazioni della sua debolezza, parli di cose reali”, dice Garofano. De Rensis non ci sta: "Io non vengo qui a farmi etichettare come una persona che dice cose squallide". E il generale insiste: "Lei si deve vergognare, non manipoli la realtà!"

De Rensis si rivolge poi alla conduttrice: “Eleonora, io non vengo a casa sua a farmi etichettare come una persona che dice cose squallide. Non c’è nessuna diatriba, c’è una persona che manca di rispetto che è sfuggita al suo controllo”. L'avvocato ha fatto notare come in queste ore siano state riportate anche le parole di altri carabinieri che lavoravano con Garofano nel 2007, contestando quindi la definizione di “campagna diffamatoria”. Ha poi inoltre precisato che i dati delle analisi ora al centro dell'attenzione non sono stati consegnati alla Procura da Garofano, in pensione da anni, ma dall'attuale comandante del RIS.

E qui l'ennesima reazione nervosa di Garofano, che però chiude malissimo: “Io devo andare via, voglio dire che è stato Marino a darli adesso i dati, le battute sempre simpatiche di De Rensis… Spero che ci arrivi anche lei alla pensione, vi saluto, buona giornata”. L'ultima affermazione ha provocato le risate dell'avvocato, ma la loro gravità resta e sui social subito sono diventate virali scatenando l'ovvia indignazione. La conclusione l'ha avuta De Rensis: "Il dottor Garofano ha iniziato un percorso che è quello della rissa verbale alla quale io mi sottrarrò perché con la rissa non si spiegano le cose. Forse il generale è rimasto al 2007 quando era idolatrato ed era in tv 24 ore su 24 e c’erano le serie sui Ris”. A quel punto Eleonora Daniele si è detta "molto dispiaciuta ma ognuno è responsabile dei propri atteggiamenti”.