Bambine di appena undici anni considerate già sposate, adolescenti unite in matrimonio con uomini adulti e centinaia di casi registrati dalle autorità, a fronte di un numero estremamente limitato di annullamenti. È il quadro inquietante emerso nel Baden-Württemberg, nel sud-ovest della Germania, dove un'interrogazione parlamentare presentata da esponenti di Alternative für Deutschland (AfD) ha riportato al centro del dibattito politico il fenomeno dei matrimoni minorili, sollevando interrogativi sulla capacità delle istituzioni di proteggere i soggetti più vulnerabili.

Secondo i dati comunicati dal governo regionale, dal 2012 sono stati censiti 358 matrimoni che coinvolgono persone minorenni. Di questi, soltanto otto risultano formalmente annullati. Una sproporzione che ha suscitato la dura reazione di AfD, formazione della destra tedesca che ha consolidato negli ultimi anni il proprio consenso soprattutto nei Länder orientali, tra cui la Sassonia, dove è diventata una delle principali forze politiche.

A rendere ancora più grave il quadro sono alcuni episodi riportati dal quotidiano britannico Daily Mail. Nel 2020 sarebbe stato registrato il caso di una bambina irachena di appena undici anni sposata con un connazionale diciassettenne. Nel 2018, invece, una quattordicenne afghana risultava unita in matrimonio con un uomo di trent'anni, anch'egli afghano. Due vicende che evidenziano quanto il fenomeno possa coinvolgere bambine e adolescenti in condizioni di particolare vulnerabilità. Non è stato chiarito se e quando questi specifici matrimoni siano stati formalmente annullati.

La documentazione parlamentare indica inoltre che 350 dei 358 casi complessivi sarebbero stati registrati a partire dal 2015. Tra le nazionalità indicate figurano Siria, Iraq e Pakistan, mentre la maggioranza dei minorenni coinvolti sarebbe costituita da ragazze. Un dato che pone inevitabilmente la questione della tutela dell'infanzia, della libertà individuale e del rispetto delle norme vigenti in Germania, indipendentemente dalla provenienza delle famiglie interessate.

AfD ha deciso di portare la vicenda anche sui social network, denunciando quella che considera una risposta istituzionale insufficiente. Nikolaos Boutakoglou, esponente del partito, ha sostenuto che quasi il 40% dei matrimoni precoci censiti riguarderebbe cittadini siriani, mentre quelli tra due cittadini tedeschi rappresenterebbero appena lo 0,3% del totale. Percentuali attribuite all'esponente politico, che contribuiscono ad alimentare il confronto sull'integrazione e sul rapporto tra tradizioni culturali e ordinamento giuridico tedesco.

Ancora più esplicita Emely Knoll, altra rappresentante di Alternative für Deutschland, che ha condannato senza esitazioni il fenomeno. Secondo Knoll, i matrimoni precoci sono incompatibili con i valori fondamentali della società e ogni bambino deve poter crescere in sicurezza, ricevere un'istruzione e decidere autonomamente del proprio futuro. Da qui la richiesta di rafforzare gli strumenti di protezione, intervenire tempestivamente e contrastare con maggiore determinazione i matrimoni forzati.

La risposta del governo del Baden-Württemberg aggiunge un ulteriore elemento alla controversia: attualmente non risulterebbero procedimenti giudiziari pendenti finalizzati all'annullamento dei matrimoni segnalati. Un'informazione che alimenta gli interrogativi sollevati dall'opposizione, anche se il numero degli annullamenti non permette, da solo, di stabilire quanti matrimoni siano ancora giuridicamente riconosciuti. In Germania, infatti, la disciplina dei matrimoni minorili è stata oggetto di interventi legislativi e pronunce costituzionali, con particolare attenzione alle unioni celebrate all'estero.

Il problema, peraltro, non riguarda esclusivamente la Germania. Secondo le stime delle Nazioni Unite, quasi una donna su cinque nel mondo è stata sposata prima del diciottesimo compleanno. Nell'Africa occidentale e centrale la percentuale raggiunge il 32%, mentre circa una donna su venticinque ha contratto matrimonio prima dei quindici anni. L'UNICEF considera il matrimonio minorile una grave violazione dei diritti umani, perché può compromettere l'istruzione, la salute, la libertà personale e le prospettive di vita delle bambine.

La vicenda del Baden-Württemberg rischia così di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro politico nazionale. Da una parte AfD, che rivendica di aver portato alla luce numeri preoccupanti e chiede maggiore fermezza; dall'altra le istituzioni, chiamate a chiarire quale sia l'effettiva situazione giuridica delle unioni censite e quali misure siano state adottate per tutelare i minori coinvolti.

Al di là delle appartenenze politiche, resta una questione fondamentale: nessuna tradizione culturale, religiosa o familiare può giustificare la compromissione dei diritti di un bambino. Ed è proprio sulla capacità di tradurre questo principio in una protezione concreta che si misura la risposta delle istituzioni tedesche.