Nell'arco degli ultimi nove mesi, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) ha liquidato complessivamente oltre 414 milioni di euro destinati al sostegno delle aziende agricole colpite da eventi climatici e calamità naturali. Il dato emerge dal bilancio d'esercizio delle attività dell'ente, che specifica l'erogazione di 290 milioni di euro nel quarto trimestre del 2025 e di ulteriori 124 milioni nel primo semestre del 2026. L'obiettivo dichiarato dall'Agenzia è la progressiva e rapida conversione delle risorse pubbliche in liquidità immediata per il comparto primario.

Intervenendo sul tema delle tempistiche burocratiche e dei ritardi nell'evasione delle pratiche di indennizzo, il Direttore Generale di Agea, Fabio Vitale, ha diffuso una lettera aperta indirizzata agli operatori del settore per chiarire le dinamiche procedurali dell'istruttoria. Vitale ha sottolineato che il rallentamento dei flussi non è imputabile all'amministrazione centrale, bensì alla complessità della filiera dei soggetti coinvolti nella trasmissione della documentazione necessaria, tra cui associazioni di categoria, Centri di assistenza agricola (Caa) e Consorzi di difesa.

«Il muro di gomma esiste, ma non è Agea», precisa il Direttore Generale, ponendo l'accento sul fatto che l'ente erogatore non può procedere ai pagamenti in assenza della documentazione idonea fornita dagli organismi territoriali. Secondo la direzione dell'Agenzia, la regolarità e la celerità delle liquidazioni sono direttamente subordinate alla completezza e alla correttezza formale dei faldoni peritali. Per superare le criticità strutturali e riallineare i tempi operativi dell'intero sistema, Agea ha promosso una serie di tavoli tecnici congiunti dedicati al coordinamento tra gli attori della filiera.

Parallelamente al confronto organizzativo, Agea sta implementando una strategia di modernizzazione tecnologica volta a ridurre i tempi di accertamento dei danni sul territorio. L'impianto operativo si avvale di nuove mappature territoriali aggiornate per l'analisi del dissesto idrogeologico e la pianificazione agricola, integrate da piattaforme analitiche basate sui Big Data e sul tracciamento meteo-climatico in chiave predittiva.

Inoltre, è in fase di completamento il processo di digitalizzazione integrale e semplificazione delle perizie dei sinistri. L'integrazione di tali strumenti mira a strutturare un modello di gestione del rischio non più legato all'emergenza estemporanea, ma capace di rispondere programmaticamente e tempestivamente agli impatti dei cambiamenti climatici sulle produzioni agricole nazionali.