Il Governo guidato da Giorgia Meloni mette sul tavolo una serie di provvedimenti destinati a incidere sull'economia nazionale, sul futuro di migliaia di lavoratori e sull'organizzazione dei rapporti tra Stato e Regioni. Il Consiglio dei Ministri del 13 ottobre ha approvato il Documento programmatico di bilancio per il 2027, un decreto-legge dedicato alla crisi dell'ex Ilva e dell'indotto e le intese definitive per l'autonomia differenziata di quattro Regioni del Nord.
Sul fronte economico, il via libera al Documento programmatico di bilancio rappresenta il primo passaggio verso la prossima manovra finanziaria. Il testo, presentato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, conferma gli obiettivi già indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica e approvati dal Parlamento. La crescita della spesa netta è prevista al 3,3% nel 2027, all'1,7% nel 2028 e allo 0,2% nel 2029, considerando gli spazi finanziari collegati alla clausola di salvaguardia nazionale in materia di difesa ed energia. Al netto di questi impieghi, l'incremento programmato per il 2027 scende all'1,9%.
Non si tratta ancora dell'approvazione della legge di Bilancio. Il Governo dovrà definire le singole misure, comprese quelle fiscali e gli eventuali interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese, tenendo conto anche del confronto con le istituzioni europee. Il documento approvato fissa quindi la cornice finanziaria, ma lascia ancora aperte le decisioni sulla distribuzione concreta delle risorse.
Particolarmente rilevante il capitolo dedicato all'ex Ilva di Taranto. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce nuove tutele per i lavoratori dello stabilimento siderurgico e delle imprese dell'indotto. Dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027 viene riconosciuta un'integrazione al reddito, accompagnata dalla contribuzione figurativa, ai dipendenti delle aziende coinvolte nella riduzione o sospensione delle attività produttive, secondo i requisiti previsti dal provvedimento. Il trattamento sarà erogato direttamente dall'INPS attraverso una procedura semplificata.
Sono inoltre previste ulteriori risorse per la cassa integrazione straordinaria dei dipendenti di Acciaierie d'Italia, percorsi di formazione professionale e la possibilità di impiegare i lavoratori in attività di pubblica utilità. Chi beneficia delle misure dovrà partecipare ai percorsi di attivazione e formazione previsti, con la possibilità di perdere il sostegno economico in caso di rifiuto ingiustificato di offerte di lavoro congrue.
Il decreto interviene anche sul versante delle assunzioni. Per i datori di lavoro privati che assumeranno a tempo indeterminato lavoratori provenienti dalle società siderurgiche in amministrazione straordinaria, tra il 1° novembre 2026 e il 31 dicembre 2027, sono previsti l'esonero totale dai contributi previdenziali a carico dell'azienda e un ulteriore contributo per ciascun dipendente assunto, nel rispetto delle condizioni stabilite.
Per quanto riguarda gli impianti, i commissari straordinari potranno mantenerli in condizioni di riscaldo per preservarne la funzionalità, in attesa della pronuncia della Cassazione e comunque non oltre il 15 dicembre 2026. Restano gli obblighi di monitoraggio ambientale. Parallelamente, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dovrà coordinare le manifestazioni di interesse per nuovi investimenti industriali nell'area di Taranto, con l'obiettivo di favorire la riconversione produttiva e il reimpiego dei lavoratori.
Sul piano istituzionale arriva invece un passaggio significativo per l'autonomia differenziata. Il Governo ha approvato definitivamente gli schemi di intesa con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, insieme ai relativi disegni di legge che dovranno affrontare l'esame parlamentare.
Le intese riguardano competenze in materia di protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, oltre ad aspetti della tutela della salute collegati al coordinamento della finanza pubblica. I testi prevedono commissioni paritetiche incaricate di verificare l'attuazione degli accordi e gli effetti finanziari delle nuove attribuzioni. Le intese avranno durata decennale, con possibilità di rinnovo.
Il passaggio segna un avanzamento politico e istituzionale della riforma sostenuta dal ministro Roberto Calderoli, ma non conclude il percorso legislativo. Sarà infatti il Parlamento a pronunciarsi sui disegni di legge, con le maggioranze previste dalla Costituzione.
Dalla programmazione economica al futuro della siderurgia italiana, fino alla redistribuzione delle competenze territoriali, il Consiglio dei Ministri ha dunque affrontato tre questioni centrali per i prossimi mesi. La vera verifica arriverà con l'approvazione definitiva delle norme, la disponibilità delle risorse e la loro concreta applicazione.