Su Canale 5 è andato in onda Il mio nome è Carlo, il film diretto da Giacomo Campiotti che racconta la vita di Carlo Acutis, interpretato da Samuele Carrino. Il film, prodotto da Red Film, è stato girato tra Milano e Assisi e ripercorre la storia del giovane santo, morto nel 2006 e canonizzato nel 2025 da Papa Leone XIV.
Carlo Acutis era un quindicenne milanese appassionato di videogiochi, informatica e calcio. Dotato di una profonda fede, aveva un modo speciale di relazionarsi con gli altri, fatto di attenzione, accoglienza e solidarietà. Si occupava dei senzatetto della sua città, difendeva i compagni emarginati a scuola e dedicava il suo tempo agli altri. A 15 anni gli venne diagnosticata una leucemia fulminante e morì pochi giorni dopo.
Il film mostra la sua quotidianità tra la scuola, le amicizie, la fede e la tecnologia, fino alle ultime settimane di vita. Sul letto d’ospedale, Carlo disse alla madre, interpretata da Lucia Mascino, di non preoccuparsi perché le avrebbe dato molti segni. Una frase che, secondo la madre Antonia Salzano, si è concretizzata negli anni.
Nel film recitano anche Flavio Parenti nel ruolo del padre Andrea, Brayan Palliyagoda in quello del domestico Rajesh, Nicolò Caruz Jaramillo e Edoardo Vitalone che interpretano Carlo rispettivamente a 6 e 11 anni, Nicky Passarella e Niccolò Festini Mira nei panni degli amici Sofia e Alessio, e Stefano Massari in quello del compagno emarginato Nick.
Il regista Giacomo Campiotti descrive Carlo come un ragazzo normale, sorridente, mai giudicante né moralista, con la gioia che è segno della vicinanza con Dio. Un ragazzo che aveva i suoi difetti, ma che si è impegnato a migliorarsi e che ha accolto la grazia con cui, secondo la madre, era stato baciato.
Tra i pensieri più noti di Carlo c’è l’invito a non vivere come fotocopie ma come originali, un messaggio che nel film viene affidato a una voce off. Dal 15 al 21 ottobre 2026, in 200 sale italiane, sarà inoltre proiettato il documentario Carlo Acutis, il giovane santo, con immagini inedite della sua vita quotidiana.