Nuova bufera politica attorno a Ilaria Salis. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra è tornata ad attaccare duramente le forze dell’ordine con un lungo post pubblicato sui social in merito al caso di Abderrahim Fakir, il 43enne morto a Bologna durante un intervento della Polizia.

Nel suo intervento, Salis rilancia le dichiarazioni del rapper Doka, secondo il quale uno degli agenti che lo avrebbe immobilizzato nei giorni scorsi sarebbe lo stesso poliziotto intervenuto durante il fermo di Fakir. Una circostanza che, al momento, non risulta confermata dalle autorità e sulla quale sono ancora in corso gli accertamenti della magistratura.

Nonostante le indagini siano tuttora aperte, l’eurodeputata scrive che si tratterebbe dell’“ennesima conferma” di un modus operandi che si ripete, aggiungendo che è arrivato il momento di “ripensare profondamente le regole d’ingaggio, la formazione e i meccanismi di controllo delle forze dell’ordine”.

Parole destinate a riaccendere lo scontro politico in un momento particolarmente delicato, mentre gli investigatori stanno ancora lavorando per chiarire quanto accaduto durante il controllo conclusosi con la morte di Fakir.

Quella di Salis non è una posizione isolata, ma si inserisce in una linea politica che negli ultimi anni l’ha vista assumere posizioni fortemente critiche nei confronti delle forze dell’ordine e delle politiche sulla sicurezza.

L’eurodeputata è diventata una figura di primo piano nel dibattito politico italiano dopo il suo arresto in Ungheria nel febbraio 2023 con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di alcuni militanti di estrema destra durante le manifestazioni del cosiddetto “Giorno dell’Onore” a Budapest. Salis ha sempre respinto ogni addebito, denunciando le condizioni della sua detenzione.

Nel giugno 2024 è stata eletta al Parlamento europeo con Alleanza Verdi e Sinistra, ottenendo l’immunità parlamentare prevista dalla normativa europea e rientrando in Italia.

L’ultimo post, però, è destinato a far discutere. Da una parte c’è chi sostiene la necessità di maggiori controlli sull’operato delle forze dell’ordine; dall’altra cresce il fronte di chi considera inopportuno formulare giudizi così netti quando le indagini sono ancora in pieno svolgimento e nessuna responsabilità è stata accertata.

Ancora una volta, le dichiarazioni di Ilaria Salis riaccendono il confronto politico sul rapporto tra sicurezza, tutela dei diritti e ruolo delle forze dell’ordine, con il caso Bologna che continua a dividere profondamente l’opinione pubblica.