Durissimo attacco di Ilaria Salis al Governo Meloni sul caso Youssef Siher, finito al centro dell'inchiesta milanese sul Movimento 17 ottobre. L'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra affida a un lungo post pubblicato sul proprio profilo Facebook una presa di posizione netta: "Solidarietà a Youssef Siher". Salis accusa apertamente l'esecutivo di utilizzare la vicenda giudiziaria per colpire il dissenso e scoraggiare chi manifesta contro le politiche governative.
"La repressione del Governo, che finalmente sta incontrando una tempesta di proteste, sta raggiungendo livelli inediti e inauditi", scrive l'europarlamentare, contestando il trattamento riservato a Siher, accusato di istigazione a delinquere e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo Salis, il giovane sarebbe stato presentato come la "mente" del Movimento 17 ottobre senza rispettare adeguatamente la presunzione di innocenza e sarebbe finito al centro di una campagna mediatica dai toni che definisce razzisti e islamofobi. L'eurodeputata respinge inoltre l'idea che Siher possa essere considerato il capo di un movimento di protesta e sostiene che rappresenti piuttosto il bersaglio ideale di una precisa operazione politica. "Siher sembra piuttosto incarnare soltanto il capro espiatorio ideale", afferma, descrivendolo come un italiano di seconda generazione, musulmano, militante politico e lavoratore precario.
Per Salis sarebbe "esattamente il bersaglio di cui la propaganda governativa aveva bisogno per delegittimare le proteste e scoraggiare la partecipazione popolare". L'affondo prosegue con un'accusa ancora più pesante: "La logica del panico morale e del diritto penale del nemico è ormai pienamente dispiegata nell'Italia meloniana".
Una situazione che, secondo l'eurodeputata, rappresenterebbe una deriva autoritaria capace di mettere in discussione diritti e libertà fondamentali. Salis precisa di non condividere alcune posizioni di Siher, ma ritiene che questo non impedisca di denunciare quella che considera una grave repressione. La conclusione del messaggio è un appello netto: "Non abbassiamo la testa".
Le dichiarazioni dell'eurodeputata alimentano così il confronto politico sulla gestione delle manifestazioni e sul rapporto tra sicurezza e libertà di protesta, mentre resta alla magistratura il compito di accertare le eventuali responsabilità penali contestate a Siher.
