Il governo mette altri 100,5 milioni di euro sul tavolo dell'Ilva. Per garantire la continuità produttiva degli impianti siderurgici, ieri in amministrazione straordinaria, il Consiglio dei ministri ha autorizzato il ministero delle Imprese a trasferire ad Acciaierie d'Italia, su richiesta dei commissari, questa cifra aggiuntiva per il 2026.
Si tratta di un finanziamento oneroso, quindi da restituire, coerente con le regole europee sugli aiuti di Stato: il rimborso è previsto entro sei mesi dalla scadenza del contratto d'affitto con Ilva o, se arriva prima, entro sei mesi dalla vendita degli stabilimenti. La misura si inserisce nella procedura di cessione ancora in corso, senza risolvere la questione di fondo su chi rileverà gli impianti.
Una cessione appena complicata da un tribunale
Il decreto arriva in un momento delicato per la trattativa. Il governo puntava a chiudere un preaccordo con il gruppo indiano Jindal, dato in vantaggio sul fondo statunitense Flacks Group nella corsa per rilevare gli stabilimenti, da presentare ai sindacati nell'incontro convocato per martedì 28 luglio a Palazzo Chigi. Ma la Corte d'appello di Milano ha nel frattempo disposto lo spegnimento dell'area a caldo (gli altiforni) entro 90 giorni, per ragioni di tutela della salute. Una decisione che, secondo il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, stravolge tutta la fase di cessione che era in stato avanzato, perché qualsiasi acquirente dovrà ora fare i conti con un impianto su cui pende l'ordine di chiusura.
Il fondo Flacks Group, dal canto suo, ha già contestato la trasparenza della procedura di gara, che considera ancora aperta nonostante l'orientamento del governo verso Jindal.