"Una vera terra dei fuochi". La Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha aperto un filone di indagine sull'area della Laurentina, tra Vallerano, Fonte Laurentina e il GRA, interessata dal grave incendio dello scorso luglio. "Esprimiamo grande soddisfazione per la celerità con cui la Commissione e il suo presidente Jacopo Morrone hanno deciso di approfondire questa vicenda. Il sopralluogo dello scorso agosto ci aveva già permesso di raccogliere elementi importanti e di toccare con mano una situazione che non poteva essere considerata un semplice episodio di incendio". Lo dichiarano i senatori di Fratelli d'Italia Simona Petrucci e Andrea De Priamo, relatore del nuovo filone, come riportato da 'AGI'.
"Abbiamo trovato rifiuti interrati e stratificati, combustioni ancora attive nel sottosuolo e un quadro che ha fatto emergere interrogativi molto seri sulla gestione e sull'abbandono dei rifiuti nell'area". La Commissione dovrà ora ricostruire la provenienza dei materiali, la persistenza della situazione e le eventuali responsabilità.
Accanto agli aspetti ambientali e giudiziari, l'incendio pone interrogativi sulla salute delle persone che vivono nelle aree circostanti. Il rischio è particolarmente difficile da valutare quando a bruciare sono accumuli di rifiuti stratificati, perché la composizione del materiale non è conosciuta e può comprendere plastiche, pneumatici, tessili, materiali edili, apparecchiature elettriche e residui industriali. La combustione incontrollata può quindi generare una miscela di PM10 e PM2,5, monossido di carbonio, ossidi di azoto e zolfo, composti organici volatili, IPA, metalli pesanti, diossine e furani.
L'esposizione al particolato e ai gas irritanti può provocare effetti soprattutto a carico dell'apparato respiratorio e cardiovascolare, con particolare attenzione per persone vulnerabili. Alcuni contaminanti, come diossine, PCB, IPA e metalli pesanti, possono invece persistere nell'ambiente anche dopo la fine dell'incendio, depositandosi su terreno e vegetazione o raggiungendo le acque. In determinate condizioni possono entrare nella catena alimentare e determinare esposizioni più prolungate. Le diossine, in particolare, sono persistenti e alcune sono riconosciute come cancerogene; l'esposizione prolungata è stata associata anche a effetti sul sistema immunitario, endocrino e riproduttivo.
Gli studi sulle aree interessate da smaltimenti illegali e roghi hanno evidenziato possibili associazioni con alcuni problemi sanitari, ma non consentono di attribuire automaticamente una singola malattia a uno specifico incendio. Nel caso che ha interessato l'area di Laurentina, saranno quindi decisivi gli eventuali monitoraggi di aria, suolo, acqua e catena alimentare.