La misura alternativa alla detenzione è stata concessa allo youtuber Matteo Di Pietro, 24 anni, componente del gruppo "The Borderline", condannato nell'ambito del procedimento relativo all'incidente stradale avvenuto il 14 giugno 2023 a Casal Palocco, alle porte di Roma. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il Tribunale di Sorveglianza ha disposto l'affidamento ai servizi sociali per il periodo residuo della pena, pari a circa 15 mesi.


Con il nuovo provvedimento termina il regime degli arresti domiciliari, al quale Di Pietro era sottoposto dalla fine di giugno 2023. Nell'ambito dell'affidamento, il giovane dovrà attenersi a un programma di recupero e rispettare specifiche prescrizioni, tra cui il divieto di uscire dalla propria abitazione nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 7. Durante il resto della giornata potrà svolgere le attività consentite dal percorso stabilito dall'autorità giudiziaria.

La vicenda giudiziaria si era conclusa il 31 gennaio 2024 con il patteggiamento della pena a quattro anni e quattro mesi di reclusione per omicidio stradale aggravato e lesioni personali. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma aveva accolto l'accordo tra accusa e difesa, riconoscendo anche le attenuanti generiche. Nel corso dell'udienza, Di Pietro aveva espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, rinnovando le scuse ai familiari della vittima. Contestualmente era stata disposta la revoca della patente di guida.


Secondo l'imputazione, il giovane procedeva lungo via di Macchia Saponara a una velocità di circa 120 chilometri orari, a fronte di un limite fissato a 50 km/h. La contestazione faceva riferimento a una condotta caratterizzata da negligenza, imprudenza e imperizia, oltre alla violazione delle norme del Codice della strada.

La pena definita con il patteggiamento è stata il risultato dell'applicazione delle attenuanti generiche e della riduzione prevista dal rito alternativo, che consente uno sconto fino a un terzo della sanzione. Tali elementi hanno determinato una condanna inferiore alla cornice edittale prevista per i casi più gravi di omicidio stradale aggravato, circostanza che ha successivamente consentito l'accesso alle misure alternative alla detenzione, prima con gli arresti domiciliari e ora con l'affidamento ai servizi sociali.

L'entità della pena aveva suscitato un dibattito pubblico. Tra le voci critiche vi era stata quella del presidente dell'associazione delle vittime della strada AVISL, Domenico Musicco, che aveva giudicato la sanzione non proporzionata alla gravità dei fatti, richiamando le aggravanti contestate e l'elevato superamento dei limiti di velocità.

L'incidente risale al pomeriggio del 14 giugno 2023. Alla guida di un SUV Lamborghini, Di Pietro si scontrò con una Smart sulla quale viaggiavano una donna con i suoi due figli. Nell'impatto perse la vita un bambino di cinque anni, mentre la madre e la sorellina riportarono ferite lievi.

Al momento dello schianto il giovane stava partecipando alla realizzazione di una sfida destinata ai social insieme agli altri componenti del gruppo, basata sulla permanenza a bordo dell'autovettura per 48 ore consecutive. Dopo l'incidente prestò i primi soccorsi e collaborò con gli investigatori. La vicenda segnò anche la conclusione definitiva dell'attività del collettivo, che cessò ogni produzione di contenuti in seguito alla tragedia.