La crescita dell’occupazione registrata negli ultimi anni in Italia non è un mero rimbalzo statistico post-pandemico, ma il segnale di un consolidamento strutturale del mercato del lavoro, orientato verso una maggiore stabilità e qualità. È questa la fotografia scattata dal Direttore generale dell’INPS, Valeria Vittimberga, nel corso di un intervento alla trasmissione Unomattina su Rai 1.
Basandosi sulle rilevazioni interne dell’Osservatorio sui contribuenti dell'Istituto, Vittimberga ha evidenziato come l'incremento dell’intensità lavorativa e della continuità contrattuale rappresenti una svolta strutturale. Una dinamica, secondo il Direttore, favorita da un'azione politica che ha saputo integrare gli interventi previdenziali con misure attive per l'impiego, mostrando una particolare attenzione verso le categorie storicamente più fragili e con maggiori difficoltà di inserimento nel tessuto produttivo.

Il fulcro del ragionamento espresso dal vertice dell'INPS risiede nel legame diretto tra le condizioni attuali del mercato del lavoro e la tenuta futura del welfare: un lavoro stabile e retribuzioni adeguate costituiscono i prerequisiti essenziali per assicurare trattamenti pensionistici dignitosi e, al contempo, per salvaguardare la sostenibilità economica e sociale dell'intero sistema previdenziale.

Sul fronte delle tutele, Vittimberga ha rimarcato l'efficacia delle politiche di sostegno al reddito nel proteggere le fasce di popolazione più esposte alla vulnerabilità economica. Ha poi richiamato l’attenzione sull'importanza strategica della previdenza complementare, definendola un pilastro fondamentale per la costruzione di una copertura pensionistica solida per le nuove generazioni di lavoratori.

Infine, il Direttore generale ha affrontato il tema della gestione demografica del Paese, sottolineando il valore della permanenza volontaria in servizio dei lavoratori più anziani. Questa pratica, ha spiegato, persegue un duplice obiettivo: da un lato permette al lavoratore senior di migliorare l'importo del proprio assegno previdenziale futuro, dall'altro favorisce l'invecchiamento attivo e il ricambio generazionale all'interno delle aziende, consentendo il trasferimento di competenze ed esperienze chiave verso i colleghi più giovani.