Giorgia Meloni ha depositato all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, la propria voce con l’obiettivo di tutelarsi dalla clonazione vocale e dalla diffusione di contenuti falsi realizzati attraverso l’intelligenza artificiale. La domanda è stata presentata oggi e riguarda un audio della durata di circa quattro secondi.

Nella registrazione Meloni pronuncia la frase “Io sono Giorgia Meloni”, ripetuta due volte. La richiesta, presentata attraverso professionisti specializzati nella tutela della proprietà intellettuale, risulta al momento “oggetto di esame” sul portale dell’Euipo e non è quindi ancora stata approvata.

La domanda di marchio vocale

Il deposito punta a tutelare il timbro vocale della premier in relazione a possibili utilizzi non autorizzati. La registrazione è collegata a tre categorie di servizi, tra cui contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche.

La scelta arriva nel contesto della crescente diffusione dei deepfake e dei sistemi di intelligenza artificiale generativa capaci di riprodurre la voce di una persona. Il deposito di un marchio sonoro può fornire uno strumento ulteriore per contestare determinati utilizzi commerciali o comunicativi non autorizzati della voce.

Il precedente di Giusy Ferreri

Meloni non è la prima personalità italiana ad aver scelto questa strada. Nei mesi scorsi anche la cantante Giusy Ferreri ha depositato all’Euipo un marchio sonoro basato sulla propria voce, con la frase “Sono Giusy Ferreri”, proprio con l'obiettivo di rafforzare la tutela contro le imitazioni generate dall'intelligenza artificiale.

Il caso di Ferreri rappresenta uno dei primi esempi in Europa di registrazione della voce come marchio sonoro per affrontare il problema della clonazione attraverso l'AI. La domanda della cantante era stata depositata nell'aprile 2026 e riguardava prodotti e servizi delle classi 9 e 41 della classificazione di Nizza.

La tutela contro i contenuti generati dall’AI

La registrazione della voce non impedisce in modo automatico la realizzazione di qualsiasi contenuto ottenuto attraverso sistemi di intelligenza artificiale. La tutela può però offrire una base giuridica aggiuntiva per intervenire contro determinati utilizzi del segno registrato, in particolare quando collegati a prodotti o servizi coperti dalla domanda.

La questione assume particolare rilievo per personaggi pubblici, la cui voce può essere riprodotta artificialmente per creare dichiarazioni, interviste o altri contenuti apparentemente autentici. La domanda presentata da Meloni all’Euipo si inserisce quindi nel più ampio dibattito sulla protezione dell’identità personale nell’era dei contenuti sintetici.