Europa, cittadinanza, libertà religiosa e contrasto alle discriminazioni. Sono stati questi alcuni dei temi affrontati al Seraphicum di Roma durante il panel “Le istituzioni di fronte all’islamofobia: dall’Europa al territorio”, inserito nel summit nazionale “Il costo dell’islamofobia in Italia. Chi lo paga, chi lo produce, come si smonta”, promosso da PROMUS – Professionisti Musulmani e dalla Comunità Islamica di Roma.

Il summit si è svolto a Roma il 19 e 20 settembre, con la prima giornata ospitata nella Sala del Cantico del Seraphicum. Il programma ha previsto incontri dedicati alle dimensioni sociali, culturali, giuridiche e istituzionali del fenomeno. Al panel sulle istituzioni hanno partecipato Benedetta Scuderi, Ouidad Bakkali e Carmine Barbati, vicepresidente vicario dell’Assemblea Capitolina.

Collegata da remoto, l’eurodeputata Benedetta Scuderi, esponente di Europa Verde e membro del gruppo Verdi/Alleanza libera europea al Parlamento europeo, ha concentrato il proprio intervento sugli strumenti comunitari contro le discriminazioni e sul rapporto tra Unione europea e Stati membri.

Scuderi ha ricordato l’esistenza di una strategia europea contro il razzismo, nella quale rientra anche il contrasto alle discriminazioni su base religiosa, sottolineando però il ruolo degli Stati nella concreta applicazione delle misure.

«Come tutte le strategie a livello europeo, difficilmente riesce ad avere un’incisività nella vita di tutti i giorni, perché poi deve essere implementata molto dagli Stati membri», ha detto.

Secondo l’eurodeputata, tra gli strumenti a disposizione rientrano la raccolta di dati, le misure di prevenzione delle discriminazioni, la tutela della libertà di culto e il finanziamento di iniziative di contrasto al razzismo e alle discriminazioni.

Scuderi ha quindi espresso una valutazione critica sull’attuale capacità delle istituzioni europee di intervenire contro l’odio antimusulmano, affermando che, a suo giudizio, negli ultimi anni si sarebbero registrati «passi indietro».

Nel corso dell’intervento ha richiamato anche il dibattito all’interno del Parlamento europeo sulla definizione e sul contrasto dell’islamofobia, riferendo del proprio impegno nell’ambito delle attività parlamentari dedicate all’antirazzismo.

Una parte dell’intervento è stata dedicata alle controversie che hanno coinvolto organizzazioni della società civile musulmana a livello europeo. Scuderi ha citato in particolare FEMYSO, il Forum of European Muslim Youth and Student Organisations, riferendo delle accuse e delle contestazioni rivolte all’organizzazione e criticando quella che considera una risposta insufficiente da parte delle istituzioni europee.

L’eurodeputata ha inoltre richiamato il caso dell’European Network Against Racism, ENAR, soffermandosi sulla vicenda relativa ai finanziamenti europei dell’organizzazione e collegandola, nella propria ricostruzione, anche alle posizioni espresse da ENAR sulle politiche europee e sulla situazione in Palestina.

Il confronto si è poi spostato sul piano nazionale con l’intervento della deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali.

Bakkali ha aperto il proprio contributo richiamando la Costituzione e il principio di uguaglianza.

«La qualità della vita delle minoranze culturali e religiose all’interno di un Paese è una delle questioni da misurare quando si guarda alla qualità della democrazia», ha affermato.

La deputata ha richiamato in particolare gli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione, riferendosi ai principi di uguaglianza, al rapporto tra Stato e confessioni religiose e alla libertà di professare la propria fede.

«Il mio testo sacro è la Costituzione italiana», ha detto Bakkali, indicando nel patto costituzionale il riferimento principale per affrontare le questioni legate al pluralismo religioso.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della cittadinanza. Bakkali ha richiamato il dibattito in corso in Commissione Affari costituzionali sulla modifica della legge n. 91 del 1992, soffermandosi sulle disposizioni riguardanti i giovani nati in Italia, le cause ostative all’acquisto della cittadinanza e i requisiti linguistici.

Nel proprio intervento la deputata ha criticato l’ipotesi che una condanna penale possa produrre, per un giovane non ancora cittadino, conseguenze anche sul successivo accesso alla cittadinanza.

Ha inoltre affrontato il tema della certificazione linguistica, osservando che ragazzi nati e cresciuti in Italia e formati nel sistema scolastico italiano potrebbero essere chiamati a dimostrare ulteriormente la conoscenza della lingua.

Bakkali ha poi letto alla platea quella che ha indicato come una proposta emendativa, riferendo requisiti quali vent’anni di residenza, un livello C1 di conoscenza dell’italiano e una dichiarazione di assimilazione alla «civiltà greca, romana e cristiana».

Dal tema della cittadinanza l’intervento si è allargato a quello della libertà religiosa.

Bakkali ha richiamato le questioni relative ai luoghi di culto, alle sepolture, alle carceri, agli ospedali e alle scuole, sostenendo la necessità di affrontarle non come vertenze separate delle singole comunità, ma nell’ambito di un più ampio confronto sul pluralismo religioso.

«Se è in pericolo la libertà religiosa della minoranza musulmana, è in pericolo potenzialmente la libertà religiosa di tutti», ha affermato.

La deputata ha indicato nel dialogo interreligioso uno degli strumenti attraverso cui costruire alleanze tra comunità differenti, invitando a non separare il contrasto all’odio antimusulmano da quello verso altre forme di discriminazione religiosa.

Un altro passaggio ha riguardato il ruolo dei media e dei social network. Bakkali ha parlato di una possibile “capitalizzazione sull’odio”, riferendosi sia ai soggetti che producono contenuti polarizzanti sia ai modelli economici delle piattaforme digitali.

Da qui la proposta di rafforzare gli strumenti nazionali contro le discriminazioni, citando anche il ruolo dell’UNAR, e di lavorare a una strategia nazionale contro l’odio e l’odio digitale.

Nel finale Bakkali ha richiamato anche l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale sulla produzione e sulla diffusione dei contenuti online, sostenendo la necessità di aggiornare gli strumenti di monitoraggio e contrasto.