Per giorni Giorgia Meloni è stata bersaglio di critiche da parte delle opposizioni e di una parte del dibattito pubblico italiano per la linea durissima adottata nei confronti della Spagna dopo l'emergenza migratoria esplosa a Ceuta. Una posizione definita da molti "isolata", "eccessiva" e persino dannosa per i rapporti europei.

I fatti delle ultime ore raccontano però uno scenario molto diverso.

Ben 22 dei 27 governi dell'Unione Europea hanno infatti sottoscritto una lettera indirizzata alle istituzioni comunitarie nella quale esprimono una forte preoccupazione per la gestione della crisi migratoria da parte di Madrid. Il documento, promosso da Italia e Danimarca, chiede una risposta europea immediata, il rafforzamento delle frontiere esterne, una maggiore cooperazione con il Marocco e misure più efficaci contro l'immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani.

Non si tratta di un voto ufficiale dell'Unione Europea né di una sanzione nei confronti del governo di Pedro Sánchez. È però un segnale politico di enorme peso, perché la larga maggioranza degli Stati membri ha deciso di prendere pubblicamente le distanze dalla gestione della crisi, ritenendo necessario un cambio di approccio.

Pedro Sánchez ha reagito duramente, accusando alcuni governi europei di agire per interessi politici e di alimentare tensioni anziché favorire la solidarietà tra gli Stati membri. Nel frattempo, lo scontro diplomatico tra Roma e Madrid resta elevato, con l'Italia che ha introdotto controlli straordinari sui collegamenti con la Spagna nell'ambito delle misure adottate dopo l'emergenza di Ceuta.

Al di là delle polemiche, un dato appare evidente: quella che in Italia era stata descritta da molti come una posizione isolata del governo Meloni trova oggi il sostegno di una netta maggioranza dei governi europei. Un elemento destinato ad alimentare il confronto politico interno, soprattutto tra chi aveva accusato Palazzo Chigi di aver scelto una linea incompatibile con quella dell'Unione Europea.