Lo scontro tra Ignazio La Russa e Roberto Vannacci sale ancora di livello e ormai non riguarda soltanto le possibili alleanze per le Politiche del 2027, ma la stessa contesa per l'elettorato di destra. In un post pubblicato sui social, il presidente del Senato respinge l'interpretazione secondo cui Fratelli d'Italia e il centrodestra starebbero rincorrendo Futuro Nazionale sui temi dell'immigrazione e dell'identità. "Qualunque cosa diciamo, il centrosinistra sostiene che inseguiamo Vannacci. Peccato che noi sosteniamo da sempre gli stessi valori e le stesse idee, come privilegiare l'immigrazione regolare, salvaguardare la nostra identità e la nostra cultura", scrive La Russa, che poi arriva al punto politico centrale: "Ogni tesi politica deve avere la possibilità di incidere nella realtà e ogni voto disperso aiuta la sinistra a vincere". Il post riprende e rafforza quanto La Russa aveva già sostenuto nelle ore precedenti, definendo Vannacci "un partner perfetto" per la sinistra sul piano degli effetti elettorali e affermando che "ogni voto a Vannacci è un favore oggettivo" a Elly Schlein e Giuseppe Conte.

La linea del presidente del Senato è ormai esplicita: Futuro Nazionale viene considerato un concorrente del centrodestra, non una sua componente naturale. "Lui è in concorrenza con noi, a queste condizioni è impossibile un'alleanza", è la posizione riportata dall'agenzia Dire. La Russa sostiene inoltre che non sarebbe Fratelli d'Italia a inseguire Vannacci, ma il leader di Futuro Nazionale a muoversi su temi che FdI rivendica come propri da anni, seppure con impostazioni differenti.
Le distanze, peraltro, non riguardano soltanto la tattica elettorale. La Russa negli ultimi giorni ha indicato alcuni punti di contrasto sostanziale: Ucraina, femminicidio e patriarcato. In un'intervista aveva ricordato che Vannacci, dopo essere stato vicepresidente della Lega, ha scelto di creare una formazione autonoma, votare contro il governo e raccogliere esponenti provenienti dai partiti del centrodestra. Tutte scelte che La Russa considera legittime, ma che a suo giudizio collocano Futuro Nazionale fuori dall'attuale coalizione.
Vannacci, però, non arretra. Da Orvieto ha replicato proprio a La Russa sostenendo di non aver "tradito i principi" e di non aver "tradito il proprio elettorato". Quanto alle future alleanze, il leader di Futuro Nazionale mantiene aperto il dossier senza cercare, almeno per ora, un'intesa: "È un problema che non ci riguarda, noi andiamo avanti. Le eventuali alleanze si fanno a ridosso delle elezioni".
Ed è proprio qui che lo scontro diventa politicamente rilevante. Un'analisi Ipsos pubblicata nei mesi scorsi indicava infatti che la maggioranza dell'elettorato potenziale di Futuro Nazionale proviene dall'area di destra e centrodestra: il 56% si collocava a destra e oltre il 22% nel centrodestra. Secondo la stessa rilevazione, i flussi più consistenti verso Vannacci provenivano dalla Lega, mentre una quota riguardava anche elettori di Fratelli d'Italia. Sono dati che aiutano a spiegare perché il confronto tra Vannacci e i partiti della maggioranza sia diventato uno dei nodi della fase pre-elettorale.
Nel frattempo Futuro Nazionale continua anche la propria campagna acquisti parlamentare. L'arrivo annunciato del deputato siciliano Tommaso Calderone, proveniente da Forza Italia, porterebbe a nove i deputati riconducibili alla formazione di Vannacci. Parallelamente il partito si prepara alla suppletiva di Reggio Calabria-Locri del 26 e 27 settembre, appuntamento che vedrà candidati distinti per Futuro Nazionale e per la coalizione di centrodestra.
Il quadro, dunque, è quello di una competizione ormai dichiarata all'interno dello spazio politico della destra. La Russa sostiene che la dispersione dei voti possa favorire indirettamente il centrosinistra; Vannacci rivendica invece la propria autonomia e rinvia qualsiasi discussione sulle alleanze al momento delle elezioni. Due strategie differenti che, a poco più di un anno dalle Politiche, rendono il rapporto tra il centrodestra di governo e Futuro Nazionale uno dei dossier più aperti della politica italiana.