Il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto alla festa di Gioventù Nazionale, Fenix 2026, in corso al Laghetto dell’Eur di Roma. La Russa è stato protagonista del panel “L’Italia sopra tutto. Dialogo sul coraggio”, nel corso del quale è stato intervistato da Peter Gomez, direttore de Il Fatto Quotidiano web. L’appuntamento era inserito nella seconda giornata della manifestazione, dedicata al tema “Il tempo del coraggio”.
Nel corso del confronto, La Russa ha affrontato anche il caso di Sigfrido Ranucci, al centro nelle ultime settimane del dibattito sul servizio pubblico e sul futuro della trasmissione Report. Alla domanda di Gomez sull’eventualità che le critiche rivolte al giornalista durante l’estate possano aver contribuito a trasformarlo in una figura simbolica, il presidente del Senato ha risposto: «Non so se abbiamo creato un martire. Per adesso la Rai lo ha fatto diventare un ricco». La Russa ha quindi aggiunto, riferendosi allo stipendio del giornalista: «È un giornalista che ha un buono stipendio, no? Se l’è meritato. È un ricco».

Nel dialogo si è parlato anche della riforma del servizio pubblico radiotelevisivo e del Media Freedom Act. La Russa ha spiegato di non avere competenze dirette sulla questione, aggiungendo che il Governo starebbe lavorando al provvedimento e auspicando che possa arrivare presto all’esame dell’Aula. «È un problema del governo su cui io non ci posso fare niente ma so che ci stanno lavorando e alla fine lo approveremo. Spero che presto arrivi in aula», ha dichiarato.
Un altro passaggio dell’intervista ha riguardato i rapporti tra Fratelli d’Italia e il movimento politico guidato da Roberto Vannacci, tema tornato al centro del dibattito nel centrodestra anche alla luce dei sondaggi. La Russa ha utilizzato una battuta per descrivere la posizione del suo partito: «Se fossimo come la sinistra, con questi sondaggi avremmo già baciato in bocca Vannacci e saremmo sicuri di vincere. Grazie a Dio siamo una cosa diversa».