L’auto era stata affidata a un’officina per una riparazione. Qualcosa però non torna: mentre la proprietaria aspetta di riaverla, arrivano le multe. Tante, una dopo l’altra, fino ad accumulare 7 mila euro di sanzioni. La donna scopre così che, nel frattempo, qualcuno ha utilizzato la vettura senza autorizzazione.
La protagonista della storia è un’avvocata cinquantenne di Trieste, proprietaria di un’Audi. L’auto era stata presa in carico da un’officina di Udine per una riparazione. Il tecnico che avrebbe utilizzato la vettura è lo stesso che si occupava dell’intervento.
La prima multa risale al 15 luglio 2024: sosta in uno stallo riservato ai disabili. È proprio quella contravvenzione a insospettire la proprietaria, che contatta immediatamente il meccanico per chiedere spiegazioni. Solo allora scopre che l’uomo avrebbe utilizzato l’Audi pur avendo la patente sospesa.
Nel frattempo le sanzioni continuano ad arrivare. Per contestarle, spiegano i legali della donna, la procedura prevede che il proprietario del veicolo fornisca i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica. Un passaggio necessario anche per evitare la sanzione prevista nel caso in cui non venga indicato chi era alla guida.
La donna ha sempre sostenuto di non avere mai autorizzato il meccanico ad utilizzare la vettura. La vicenda, però, si è trasformata in una corsa contro il tempo tra ricostruzione degli spostamenti dell’auto, indicazione del conducente e contestazione delle sanzioni, con un conto che nel frattempo ha raggiunto i 7 mila euro.