Si accende il confronto sulla riforma della legge elettorale. La maggioranza ha presentato un emendamento che modifica le modalità di candidatura per il cosiddetto "listino bloccato", mentre dal Movimento 5 Stelle arriva una dura critica alla proposta, definita una "preferenza truffa".
L'emendamento del centrodestra stabilisce che i candidati inseriti nelle liste circoscrizionali ai fini dell'attribuzione del premio di governabilità debbano candidarsi nello stesso collegio plurinominale come capolista oppure nella posizione immediatamente successiva al capolista. La norma prevede inoltre la possibilità di candidarsi, con lo stesso simbolo, anche in altri collegi plurinominali fino a un massimo di cinque.
Secondo il testo, il candidato dovrà essere presente almeno in un collegio della stessa circoscrizione in cui è inserito nella lista circoscrizionale collegata al premio di governabilità. Qualora non sia capolista, la candidatura in seconda posizione sarà possibile soltanto se anche il capolista sarà contemporaneamente candidato nella lista circoscrizionale.
La proposta ha però suscitato la reazione del Movimento 5 Stelle. Il vicepresidente del M5S, Michele Gubitosa, ha annunciato la presentazione di un emendamento alternativo che introduce le preferenze tradizionali, sostenendo che la soluzione avanzata dalla maggioranza non consentirebbe ai cittadini di scegliere realmente i propri rappresentanti.
Secondo Gubitosa, il sistema proposto continuerebbe infatti a produrre un elevato numero di parlamentari "nominati", limitando le preferenze a una ristretta rosa di candidati già selezionati dai partiti. «Perché si possa parlare di preferenze è necessario che il cittadino possa scrivere il nome del candidato che predilige scegliendo all'interno di una rosa ampia», ha dichiarato il deputato pentastellato, definendo invece la proposta della maggioranza «una truffa» nata, a suo dire, per trovare una mediazione all'interno del centrodestra.