La bocciatura dell’emendamento che avrebbe reintrodotto le preferenze nella riforma della legge elettorale accende lo scontro politico alla Camera. A sfruttare immediatamente il risultato del voto è il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che parla apertamente di una maggioranza divisa e mette nel mirino la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«Avete sfidato il Parlamento e siete andati sotto. Oggi è stata sfiduciata la vostra premier», ha dichiarato Conte subito dopo l’esito della votazione, sostenendo che quanto accaduto rappresenti un segnale politico preciso nei confronti del governo.
L’Aula di Montecitorio ha infatti respinto, con 188 voti contrari e 187 favorevoli, l’emendamento sostenuto da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc che puntava a introdurre un sistema misto tra capilista bloccati e preferenze. Sul testo il governo e i relatori avevano espresso parere favorevole, ma il voto segreto ha evidenziato una defezione nella maggioranza, risultata decisiva.
Per il presidente del Movimento 5 Stelle non si tratta di un semplice incidente parlamentare. «L’unica strada è aprire la crisi di governo», ha affermato, invitando le opposizioni a fare fronte comune dopo quella che considera una sconfitta politica della coalizione di centrodestra.
Subito dopo la proclamazione del risultato, dai banchi dell’opposizione si sono levati cori di «Elezioni» e «Dimissioni», a testimonianza del clima particolarmente acceso che ha accompagnato la seduta.
Il voto sulle preferenze rappresentava uno dei passaggi più significativi dell’esame della riforma elettorale. Sebbene la maggioranza abbia ribadito l’intenzione di proseguire l’iter del provvedimento, l’esito della votazione ha aperto inevitabilmente un nuovo fronte di scontro politico, con le opposizioni che parlano di una maggioranza sempre più fragile e divisa.