Il Senato ha approvato la riforma della legge elettorale. Il provvedimento ha ottenuto 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astensioni. Il testo, già approvato dalla Camera lo scorso luglio e successivamente modificato a Palazzo Madama, torna ora a Montecitorio per la terza lettura.

Il voto rappresenta un nuovo passaggio nell'iter della riforma del sistema di elezione di Camera e Senato, sulla quale nelle ultime settimane si è concentrato un confronto serrato tra maggioranza e opposizioni. Il provvedimento era arrivato all'esame di Palazzo Madama dopo il via libera della Camera, che in prima lettura aveva approvato il testo con 217 voti favorevoli, 152 contrari e 2 astensioni.

Il nuovo sistema

La proposta introduce un sistema a base proporzionale, accompagnato da un premio di maggioranza destinato alla lista o alla coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti. Il premio consiste in 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, con l'obiettivo di assicurare una maggioranza parlamentare più ampia alla forza politica o alla coalizione vincente.

Il meccanismo è stato presentato dalla maggioranza come uno strumento finalizzato a rafforzare la governabilità e a rendere più immediatamente riconoscibile l'esito delle elezioni. Il sistema mantiene tuttavia una componente proporzionale nella distribuzione dei seggi, sulla quale incidono le soglie previste dalla riforma.

Tra gli aspetti più discussi del provvedimento figurano inoltre le modalità di scelta dei candidati. Il testo interviene sul sistema delle liste e sulle preferenze, tema che ha rappresentato uno dei principali punti di confronto durante l'esame parlamentare.

Il passaggio alla Camera

Con l'approvazione del Senato, l'iter della riforma non è ancora concluso. Poiché Palazzo Madama ha modificato il testo proveniente dalla Camera, il provvedimento deve tornare a Montecitorio per la terza lettura. Solo dopo l'approvazione definitiva da parte di entrambe le Camere il testo potrà completare il proprio percorso istituzionale.