Un uomo colombiano di 26 anni è stato ucciso da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement durante un’operazione condotta lunedì mattina a Biddeford, città costiera del Maine. L’identità della vittima non è stata ancora resa pubblica dalle autorità, in attesa del completamento delle procedure di riconoscimento e della notifica ai familiari.
Secondo la Maine Immigrants’ Rights Coalition e Presente! Maine, l’uomo era autorizzato a lavorare negli Stati Uniti e disponeva di un numero di Social Security. Le due organizzazioni, che hanno dichiarato di essere in contatto con la comunità colpita, hanno chiesto un’indagine indipendente e la diffusione tempestiva degli elementi utili a ricostruire l’accaduto.
La dinamica resta oggetto di accertamenti. In una dichiarazione diffusa diverse ore dopo la sparatoria, l’Ice ha riferito che gli agenti stavano sorvegliando l’ultimo indirizzo conosciuto di una persona destinataria di un ordine definitivo di espulsione. Un veicolo avrebbe lasciato l’abitazione e il conducente avrebbe tentato di sottrarsi a un controllo; un agente avrebbe quindi aperto il fuoco, sostenendo di aver temuto per la sicurezza pubblica.
L’uomo ucciso, tuttavia, non sarebbe stato il destinatario del provvedimento. Lo ha riferito l’ufficio del senatore indipendente del Maine Angus King, dopo un colloquio con il segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin. King ha sollecitato un’inchiesta completa e trasparente, sottolineando inoltre che, secondo le informazioni ricevute, gli agenti presenti non indossavano telecamere operative. Non risulterebbe dunque disponibile una registrazione diretta dell’intervento.
Alcuni testimoni citati dai media statunitensi hanno raccontato di aver udito diversi colpi d’arma da fuoco e di aver visto due veicoli urtarsi nell’area dell’intervento. Uno dei residenti ha riferito di aver sentito l’uomo pronunciare le parole «Ho cercato di fermarmi». Si tratta di testimonianze che dovranno essere confrontate con i rilievi, le comunicazioni degli agenti e le eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
L’Ufficio del procuratore generale del Maine ha aperto un’indagine. Agli accertamenti partecipano anche l’Fbi e l’Office of Inspector General del Dipartimento per la Sicurezza interna, con la collaborazione della polizia statale e dei dipartimenti locali di Biddeford e Saco. L’agente che ha sparato è stato posto in congedo, una misura prevista dalla procedura nei casi in cui l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine provochi una morte.
La governatrice del Maine, Janet Mills, ha definito episodi di questo tipo «allarmanti e spaventosi» e ha assicurato la piena collaborazione tra le autorità statali, il medico legale e gli organismi federali. Anche il sindaco di Biddeford, Liam LaFountain, ha chiesto risposte chiare per i familiari della vittima e per la comunità.
La notizia ha provocato una reazione immediata in città. Decine di persone si sono radunate per protestare contro le operazioni dell’Ice, mentre l’area della sparatoria è rimasta chiusa per consentire i rilievi. Le associazioni per i diritti degli immigrati hanno chiesto che tutte le prove, comprese comunicazioni operative, registrazioni disponibili e immagini di videosorveglianza, vengano preservate e rese accessibili agli investigatori.
L’episodio è avvenuto meno di una settimana dopo la morte di Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano ucciso a Houston durante un intervento dell’Ice. Anche in quel caso, secondo le informazioni riferite da funzionari statunitensi, l’uomo non era l’obiettivo iniziale dell’operazione. La versione del Dipartimento per la Sicurezza interna, secondo cui il veicolo sarebbe stato usato contro gli agenti, è stata contestata da esponenti locali, alimentando richieste di maggiore controllo sull’impiego della forza.
Le due sparatorie arrivano mentre l’amministrazione Trump intensifica la campagna di arresti e deportazioni. L’aumento delle operazioni, estese anche al di fuori dei grandi centri urbani, ha accresciuto lo scontro politico sulle modalità di intervento degli agenti federali. Nel caso di Biddeford, la definizione delle responsabilità dipenderà ora dagli esiti delle inchieste statali e federali e dalla verifica delle versioni finora emerse.