Giovanni Malagò è il nuovo commissario della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La nomina, maturata dopo l'intesa raggiunta con il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, è stata deliberata dalla Giunta nazionale del Comitato olimpico e successivamente confermata dal Consiglio nazionale. Una soluzione che accompagna la Federcalcio verso nuove elezioni presidenziali, dopo le settimane di confronto sulla regolarità della candidatura e dell'elezione dello stesso Malagò.
Al termine del Consiglio nazionale del CONI, Malagò ha parlato del nuovo incarico e del percorso che porterà al voto. Il neo commissario ha sottolineato innanzitutto il peso della responsabilità che si trova ad assumere, soprattutto alla luce di un mandato destinato a essere limitato nel tempo: «Se ci sono vincitori e sconfitti? Magari ci sono solamente vincitori.» Poi sul rapporto con Buonfiglio gira senza mezzi termini: “Che ci fossero state delle incomprensioni è un eufemismo. Ieri ero a Bologna e mi ha chiesto di incontrarci oggi prima della giunta, c’è stata una proposta in questo senso Che mi sento di condividere in pieno nessun collega di giunta è stato escluso, è stato incrociato auto combattuto in passato, schifo dargli chino ma non ci sono stati problemi col fatto che l’amore te lo sport, il coni, per rispetto di tutti i colleghi, per evitare spaccature e l’imbarazzo perché per tanti sarebbe stato complesso. Vittoria dell’autonomia dello sport sulla politica? No, questo non lo penso. Mi sento più responsabilizzato. Ora andrò in ufficio, guarderemo l'agenda. Oggi siamo al 6 ottobre, servono minimo 60 giorni per indire le elezioni, quindi andremmo al 7 dicembre che potrebbe essere ponte. Mi dicono che i calciatori possano venire solo il lunedì per votare, quindi mi sento di dire che la data è il 14 dicembre, si andrà alle elezioni senza perdere tempo».
Malagò ha poi respinto l'idea che il mondo del calcio non abbia sostenuto la sua precedente esperienza alla guida della Figc. «Non so come si possa pensare che non lo sia stato. Ho partecipato a tante assemblee e tutte hanno confermato la piena fiducia, più di così non saprei cosa fare». Una rivendicazione netta del consenso raccolto negli ultimi mesi e che si lega anche alla possibilità di una nuova candidatura alla presidenza.
Alla domanda sulla possibilità di essere l'unico candidato alle prossime elezioni, Malagò ha però mantenuto prudenza: «Non posso fare una previsione, penso di avere la conferma di quella che è stata una fiducia già avuta».
Sul futuro di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale, Malagò ha invece rimandato la questione al prossimo presidente federale: «Me lo ha chiesto anche Buonfiglio. Non penso sia una cosa che possa affrontare il commissario, dovrà farlo il presidente. Il mandato è quello di andare alle elezioni». Una presa di posizione che delimita il perimetro del nuovo incarico: traghettare la Federazione verso il voto, evitando di assumere decisioni che spettano alla futura governance.
Resta da capire anche da quale componente arriverà un'eventuale candidatura di Malagò. In questo senso, il commissario ha chiarito che la Serie A avrà la possibilità di esprimersi per prima, pur negando di aver già avviato contatti: «La serie A avrà il diritto per prima di esprimersi, ma con franchezza dico che non ho parlato con nessuno».
Nel frattempo, l'agenda internazionale non si ferma. Malagò ha annunciato un viaggio in Germania, con tappe a Monaco di Baviera e Berlino, dove incontrerà anche il presidente UEFA Aleksander Čeferin: «Domattina andrò a Monaco di Baviera, poi da lì a Berlino, dove avrò un meeting Uefa e dove vedrò Ceferin».
Infine, uno sguardo alla Nazionale e al ritrovato entusiasmo intorno agli Azzurri. Malagò ha sottolineato la crescita dell'interesse del pubblico dopo i recenti risultati, ricordando anche i numeri televisivi registrati dall'ultima partita: «Sono molto felice, vedo anche gli italiani che cominciano ad esserlo. Siamo proprio al'inizio di un percorso, ci saranno momenti difficili, sono grato alla categoria dei giornalisti, c'è un grande e progressivo entusiasmo. Non potrà essere sempre così, ma immaginare di essere secondi con discrete speranze di qualificazione dopo il primo tempo col Belgio... poi l'Under 21 qualificata e con buone possibilità di essere alle Olimpiadi, il ritrovato entusiasmo… Ieri c'è stato il 40% di share, 8 milioni di telespettatori, ma quello che mi ha impressionato sono i 4 milioni di italiani che hanno seguito i commenti post. Un plauso a Mancini, a Ranieri, a Baldini…».