ROMA – Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC. L’ex presidente del CONI è stato eletto oggi al termine dell’assemblea federale svoltasi nella Capitale, ottenendo una netta affermazione sullo sfidante Giancarlo Abete e aprendo ufficialmente una nuova fase per il calcio italiano.

Malagò ha raccolto 343.084 voti, pari al 68,58% delle preferenze, mentre Abete si è fermato a 145.936 voti, corrispondenti al 29,17%. Un risultato che non lascia spazio a interpretazioni e che consegna all’ex numero uno dello sport italiano il compito di guidare la Federazione in un momento particolarmente delicato per il movimento calcistico nazionale.

Visibilmente emozionato dopo la proclamazione, il neo presidente ha rivolto il suo primo messaggio ai delegati presenti in sala: “Con voi posso fare tutto”. Parole accolte da un lungo applauso che ha sancito l’inizio del suo mandato.

L’assemblea elettiva, tuttavia, non si è svolta in un clima completamente sereno. All’esterno della sede dell’evento, infatti, diversi gruppi di tifosi hanno organizzato manifestazioni di protesta contro le istituzioni calcistiche. Striscioni, cori e contestazioni hanno accompagnato la giornata elettorale, esprimendo il malcontento di una parte della tifoseria italiana nei confronti dell’attuale gestione del calcio nazionale.

Le proteste hanno riportato al centro temi ormai ricorrenti: il costo dei biglietti, la gestione degli stadi, il rapporto tra tifosi e istituzioni sportive e la percezione di una crescente distanza tra il calcio professionistico e la sua base popolare. Un segnale che il nuovo presidente dovrà inevitabilmente tenere in considerazione nei prossimi mesi.

Per Malagò si apre ora una sfida complessa. Sul tavolo ci sono dossier cruciali che riguardano il rilancio del movimento, la valorizzazione dei vivai, il futuro delle infrastrutture sportive e la competitività del calcio italiano a livello internazionale. Senza dimenticare il percorso che porterà l’Italia verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali e il tema della candidatura degli stadi italiani per gli eventi UEFA.

La netta vittoria elettorale conferisce al nuovo presidente una forte legittimazione politica all’interno della Federazione. Resta però da ricucire il rapporto con una parte della tifoseria che oggi ha voluto manifestare il proprio disagio proprio nel giorno in cui il calcio italiano ha scelto il suo nuovo leader.

Per la FIGC inizia dunque una nuova era. Con Giovanni Malagò alla guida, il calcio italiano prova a voltare pagina, consapevole che le sfide da affrontare saranno numerose e che la fiducia conquistata nelle urne dovrà ora tradursi in risultati concreti sul campo e fuori dal campo.