Nel fascicolo aperto dalla Procura di Brescia sulla morte di un operaio di 40 anni, deceduto nei giorni scorsi dopo aver accusato un malore mentre lavorava sul tetto di un'abitazione a Trenzano, nella Bassa bresciana, compare l'ipotesi di omicidio colposo. L'indagine, avviata per fare piena luce sulle circostanze del decesso, vede attualmente iscritte nel registro degli indagati tre persone: l'amministratore unico dell'impresa incaricata dei lavori, il responsabile della sicurezza e il preposto di cantiere.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, il malore sarebbe sopraggiunto intorno alle 15.30, fascia oraria nella quale l'ordinanza emanata dalla Regione Lombardia per fronteggiare i rischi legati alle elevate temperature prevede, al ricorrere di specifiche condizioni climatiche, il divieto di svolgere attività lavorative nei cantieri all'aperto.
L'attività investigativa è finalizzata a verificare il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e delle misure introdotte per la tutela dei lavoratori esposti al caldo estremo. In particolare, gli inquirenti stanno acquisendo la documentazione relativa all'organizzazione del cantiere, ai protocolli adottati dall'impresa e alle condizioni operative presenti al momento dell'accaduto.
Determinante sarà l'esito dell'autopsia, disposta dall'autorità giudiziaria, che dovrà chiarire le cause del decesso e accertare se le elevate temperature possano aver avuto un'incidenza sul malore che si è rivelato fatale. Solo gli accertamenti medico-legali consentiranno di stabilire l'eventuale nesso tra le condizioni ambientali e la morte del lavoratore.
Stando a quanto riferito dal quotidiano bresciano, si tratterebbe del primo procedimento avviato in Lombardia nel quale viene contestata la presunta inosservanza delle nuove disposizioni regionali introdotte per limitare i rischi derivanti dal caldo intenso nei luoghi di lavoro all'aperto.