Il calo demografico potrebbe tradursi in una revisione dei finanziamenti pubblici per gli asili nido. La manovra, attraverso l'articolo 121, introduce dal 2027 la possibilità di recuperare e destinare ad altri interventi le somme che dovessero risultare inutilizzate. La relazione tecnica evidenzia infatti come la contrazione della popolazione infantile possa rendere raggiungibile il livello minimo di copertura del 33% in ogni comune senza impiegare l'intero stanziamento previsto, generando così "risorse eccedenti".
La spending review coinvolgerà direttamente i ministeri, con una riduzione delle disponibilità finanziarie per circa 4,7 miliardi nel triennio 2027-2029. Il piano prevede economie per 1,62 miliardi nel primo anno, 1,23 nel secondo e 1,84 nel terzo, compensate da maggiori stanziamenti nel periodo 2030-2032. A sostenere la quota maggiore dei sacrifici sarà il Ministero dell'Economia, seguito da Trasporti e Interno.
Interventi anche sulle pensioni, con una riduzione della spesa stimata in 14,2 miliardi lordi nell'arco di dieci anni, cifra che scende a 8,5 miliardi al netto delle ricadute fiscali. Dal 2027 verrà ripristinato il sistema di perequazione adottato nel 2023: rivalutazione completa soltanto per gli assegni fino a quattro volte il minimo Inps (611,85 euro), mentre per quelli più elevati scatteranno adeguamenti ridotti, fino al 32% per i trattamenti superiori a dieci volte il minimo. Nel primo triennio il risparmio sarà di 1,476 miliardi l'anno al lordo degli effetti fiscali e di 885 milioni al netto. La scuola sarà interessata da una riduzione complessiva di 6.974 posti di lavoro, tra 4.925 cattedre e 2.049 unità di personale Ata, a partire dall'anno scolastico 2027/2028. La relazione tecnica stima economie per 83,9 milioni nel 2027, destinate a salire a 251,7 milioni annui dal 2028.
La sforbiciata agli organici ha innescato le proteste delle opposizioni e delle organizzazioni sindacali. Il M5S definisce la decisione 'una vergogna assoluta', mentre il Pd accusa l'esecutivo: 'Chi sottrae risorse alla scuola non sta risparmiando, sta rubando futuro ai nostri ragazzi'. Contraria anche la Cisl, che chiede di cancellare il provvedimento e avverte, attraverso Fumarola, "netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di taglio degli organici della scuola" e ne chiede il ritiro, "il governo apra subito un confronto o sosterremo tutte le necessarie iniziative di mobilitazione della categoria'.