A poche ore dalla finale del Mondiale 2026 tra Argentina e Spagna, torna sotto i riflettori la celebre fotografia che ritrae Lionel Messi insieme a un Lamine Yamal di pochi mesi, destinato quasi vent'anni dopo a diventare il suo avversario nella sfida per il titolo iridato.

«La verità è che quella fotografia è una locura, una follia. Ho scattato una foto con lui quando era un bambino e ora ci ritroviamo ad affrontarci in una finale del Mondiale», ha dichiarato Messi durante un panel a New York che ha riunito capitani e commissari tecnici delle due finaliste.

Lo scatto risale al 2007, quando, nell'ambito di un'iniziativa benefica promossa da Sport e Unicef, la famiglia di Yamal fu selezionata per partecipare a un servizio fotografico al Camp Nou. In quell'occasione il fuoriclasse argentino posò con il piccolo Lamine, in un'immagine diventata virale nel 2024 e oggi nuovamente simbolica alla vigilia della finale del Mondiale.

Messi ha poi elogiato il talento della giovane stella spagnola: «Lamine è un giocatore straordinario, che ho seguito molto da vicino perché gioca in un club che amo e a cui auguro sempre il meglio. A 19 anni è già un riferimento mondiale e ha tutta la carriera davanti a sé. Ha una grande opportunità di realizzare qualcosa di storico, ma noi daremo il massimo affinché non accada questa volta. Gli auguro tutto il meglio. È uno dei migliori giocatori del mondo in questo momento».

Il capitano argentino ha infine parlato della sfida che lo attende: «Cercheremo di fare una grande partita affinché non riesca a mostrare la sua miglior versione. Sappiamo che sarà difficile, ma ci proveremo. Anche la Spagna ha giocatori di enorme qualità e gioca un ottimo calcio. Anche noi abbiamo le nostre armi».

A raccontare il retroscena di quella fotografia è stato anche il suo autore, Joan Monfort. «Messi era teso: era come se pensasse: “Accidenti, non so nemmeno come si prendono in braccio”. Poi, però, venne fuori il suo lato più paterno e tra loro si creò subito una certa sintonia. Questa storia è incredibile. Mi hanno inviato un calcolo dell’IA: c’era una possibilità su 6,25 trilioni. Non sono credente, ma qualcuno davvero segna il nostro cammino».

Monfort ha rivelato di aver parlato anche con Yamal: «Mi ha chiesto: “Sei tu il fotografo?”. Gli ho risposto di sì. E lui: “Non mi ricordo di te”. Gli ho detto che era normale, aveva solo tre mesi. E lui ha ribattuto, ridendo: “Ma io ho un’ottima memoria”».