A un mese dalla gigantesca ondata migratoria che tra il 30 e il 31 luglio ha portato circa 70mila persone ad attraversare irregolarmente il confine di Ceuta, la situazione nell'exclave spagnola è tutt'altro che archiviata. Secondo le stime dello stesso governo di Madrid, circa 5mila migranti si trovano ancora sul territorio, mentre nelle ultime settimane non sono mancati momenti di tensione e il governo spagnolo ha dovuto rafforzare le misure di sicurezza e accelerare le procedure di rimpatrio.

Una realtà che riaccende inevitabilmente il confronto politico anche in Italia e che, secondo Maurizio Gasparri, presidente della commissione Affari esteri e Difesa del Senato, smentisce la narrazione di chi aveva indicato la gestione di Pedro Sánchez come modello alternativo alla linea del governo Meloni. "Ma come, la crisi di Ceuta non era finita dopo appena 24 ore?", ironizza Gasparri, ricordando come dopo le prime ore dell'emergenza una parte della sinistra italiana avesse sottolineato il rapido ritorno in Marocco della maggioranza degli irregolari. A distanza di un mese, però, Madrid deve ancora gestire migliaia di persone rimaste nell'exclave e lo stesso Sánchez ha ribadito la necessità di procedere con i rimpatri di chi non ha diritto a restare.

Per Gasparri è la dimostrazione che davanti a flussi migratori di queste dimensioni le parole d'ordine sull'accoglienza devono inevitabilmente fare i conti con sicurezza, controllo delle frontiere e capacità concreta di gestione. Ed è proprio su questi principi che Giorgia Meloni ha costruito fin dall'inizio la politica migratoria del suo governo, sostenendo la necessità di fermare le partenze e contrastare l'immigrazione irregolare prima che diventi un'emergenza sul territorio europeo.

La vicenda di Ceuta diventa così un nuovo terreno di scontro con Pd e Avs: il modello Sánchez celebrato nelle prime ore della crisi appare oggi molto meno semplice di quanto raccontato, mentre Madrid è costretta ad affrontare esattamente il problema che per anni una parte della sinistra europea ha pensato di poter risolvere soltanto attraverso l'accoglienza. "Siamo al contrordine compagni", conclude Gasparri, parlando del fallimento di una concezione ideologica dell'immigrazione. E i numeri di Ceuta, a un mese dall'emergenza, rendono certamente più difficile sostenere che tutto fosse stato risolto in appena ventiquattro ore.