Lo scontro sui migranti si accende e Giorgia Meloni risponde direttamente a Elly Schlein, respingendo l'accusa di un "boomerang" per l'Italia nella gestione dei flussi migratori. La segretaria del Pd aveva attaccato il Governo sostenendo che le scelte compiute dall'esecutivo avrebbero finito per ritorcersi contro il nostro Paese, anche alla luce della questione dei cosiddetti "dublinanti", i richiedenti asilo che, in base alle regole europee, possono essere trasferiti nello Stato competente per l'esame della domanda.

La replica della presidente del Consiglio è arrivata con toni durissimi. "Elly Schlein parla di 'boomerang' e di un presunto fallimento del Governo nella gestione dei migranti. Ma prima di fare propaganda sarebbe utile conoscere la differenza tra le questioni di cui si parla", ha scritto Meloni. Il punto sul quale la premier insiste è la distinzione tra Schengen e il nuovo Patto europeo su Migrazione e Asilo. "Sono due cose completamente diverse e non c'entrano nulla tra loro", sottolinea, contestando alla leader del Pd di aver sovrapposto due piani differenti. Secondo Meloni, proprio il nuovo Patto rappresenterebbe invece "una svolta positiva per l'Italia" nella gestione dei migranti cosiddetti "Dublinanti", perché le nuove regole garantirebbero maggiori tutele agli Stati di primo ingresso nella gestione delle richieste di asilo.

A questo si aggiunge il rafforzamento del principio di "Paese terzo sicuro", fortemente sostenuto dal Governo italiano, che secondo la premier dovrebbe rendere più semplice procedere con rimpatri accelerati. Meloni rivendica poi la linea seguita dal suo esecutivo negli ultimi anni e mette sul tavolo un numero significativo: dal 2023 a oggi, afferma, l'Italia avrebbe respinto circa 80mila richieste di presa in carico provenienti da altri Stati membri. "Questo Governo ha contrastato l'applicazione di regole insensatamente penalizzanti per noi", sostiene la presidente del Consiglio, attribuendo alla fermezza dell'esecutivo la decisione di non accettare automaticamente tutte le richieste avanzate dagli altri Paesi europei. Poi l'affondo politico contro il centrosinistra: "Cosa avrebbe fatto un Governo di sinistra? Probabilmente avrebbe accolto quelle richieste, aggravando ulteriormente la pressione sul nostro sistema di accoglienza e creando ancora più problemi nella gestione dei flussi migratori".

Il confronto tra Meloni e Schlein diventa così uno scontro tra due impostazioni profondamente differenti sulla politica migratoria europea. La premier ribadisce che la priorità dell'Italia non può essere semplicemente decidere come distribuire all'interno dell'Unione europea i migranti già arrivati, ma contrastare a monte l'immigrazione irregolare. La strategia indicata dal Governo resta quella del rafforzamento delle frontiere esterne europee, della cooperazione con i Paesi di origine e di transito, del contrasto alle organizzazioni dei trafficanti e di una politica dei rimpatri più efficace. "La priorità per l'Italia resta il contrasto all'immigrazione illegale di massa, non decidere semplicemente come distribuire i migranti in Europa", conclude Meloni. Una risposta che punta dunque a ribaltare completamente l'accusa della segretaria dem: per la premier non ci sarebbe alcun "boomerang", ma una lettura sbagliata di norme e meccanismi europei che, secondo Palazzo Chigi, con il nuovo Patto dovrebbero invece garantire all'Italia strumenti più favorevoli rispetto al passato.