L’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha presieduto nella giornata di ieri il Pontificale per la Dedicazione del Duomo, richiamando il valore della preghiera, della pace e della fraternità dopo gli episodi di vandalismo e violenza che hanno interessato la piazza antistante la cattedrale la sera precedente.
Durante la celebrazione, Delpini ha sottolineato il contrasto tra le tensioni registrate all’esterno e la continuità delle funzioni religiose all’interno del Duomo. «Intorno al Duomo si è scatenato il vandalismo, una tensione aggressiva, arrabbiata, ha agitato la piazza. Ma qui nel Duomo di Milano si è continuato a pregare, a cantare», ha affermato l’arcivescovo.
Gli scontri durante il corteo contro il caro vita
La sera di sabato 17 ottobre, il corteo organizzato contro il caro vita era degenerato in episodi di violenza nelle aree attorno alla cattedrale milanese. Durante i disordini sono stati segnalati saccheggi, vetrine sfondate e il lancio di lacrimogeni.
Gli episodi hanno preceduto la celebrazione domenicale, dedicata alla Dedicazione del Duomo, durante la quale l’arcivescovo ha rivolto l’attenzione alle difficoltà e alle tensioni che attraversano la città.
Delpini: «Il Duomo è una casa della pace»
Nel corso dell’omelia, pronunciata dall’ambone, Delpini ha descritto una realtà urbana segnata da situazioni di paura e conflitto. L’arcivescovo ha parlato di una città che «si riempie di spaventi, di violenze, di disastri», indicando nella cattedrale un luogo di riferimento per la comunità.
Il Duomo è stato definito da Delpini una «casa della pace» e un «principio di fraternità». Le parole dell’arcivescovo hanno richiamato il ruolo della cattedrale come spazio di preghiera e incontro in un contesto segnato dagli episodi di violenza della sera precedente.
La celebrazione dopo le tensioni in piazza
Il Pontificale per la Dedicazione del Duomo si è svolto regolarmente domenica 18 ottobre, mentre l’attenzione restava sugli avvenimenti verificatisi nelle ore precedenti nell’area circostante la cattedrale.
Nel suo intervento, Delpini ha posto al centro la continuità della preghiera e del canto all’interno dell’edificio religioso, contrapponendoli alle tensioni che avevano coinvolto la piazza. Il richiamo alla pace e alla fraternità ha costituito uno dei temi centrali della celebrazione.