Ha appena 11 anni il più giovane identificato nell’ambito degli accertamenti sui disordini dello scorso fine settimana a Milano. I carabinieri lo hanno rintracciato nella scuola che frequenta nel quartiere Barona, nella periferia sud-occidentale della città. È italiano e frequenta la seconda media: il suo volto era comparso nei filmati dei saccheggi diventati virali sui social.

Secondo quanto ricostruito, domenica il bambino sarebbe entrato nel negozio di abbigliamento Fusaro, in via Dante, durante le devastazioni in centro. Un video lo mostra mentre esce dall’esercizio con diverse cinture. Altre immagini lo riprenderebbero accanto a un cestino in fiamme: una circostanza che, da sola, non consente di attribuirgli l’accensione dell’incendio.

Le verifiche hanno portato anche all’identificazione di un sedicenne, individuato a Desio, in Brianza. Era stato ripreso sabato con un berretto dei carabinieri in testa. Nei suoi confronti vengono contestati devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. Le due posizioni restano distinte, così come le condotte attribuite ai minorenni.

L’età del bambino aggiunge un elemento particolarmente allarmante alla ricostruzione delle violenze: tra le persone riconosciute nelle immagini dei saccheggi c’è anche un alunno delle scuole medie di appena 11 anni. I filmati diffusi online, diventati strumenti utili per identificarlo, documentano quanto precocemente alcuni giovanissimi siano finiti dentro le scene di devastazione del centro.

Resta una domanda che non può essere liquidata con un’alzata di spalle: dov’erano gli adulti mentre un bambino di 11 anni finiva tra i saccheggi del centro di Milano? Com’è possibile che a quell’età ci si ritrovi con il passamontagna davanti a un negozio devastato? Senza anticipare giudizi sulle responsabilità della famiglia, il tema della vigilanza e dell’educazione è inevitabile. Perché identificare un bambino è un passaggio investigativo; capire chi avrebbe dovuto proteggerlo e impedirgli di trovarsi lì è una responsabilità che riguarda prima di tutto il mondo degli adulti e soprattutto i suoi genitori.