Più poteri alle forze dell’ordine, interventi decisi contro i responsabili delle violenze e un ruolo operativo per i militari impiegati nelle strade. È questa la posizione espressa da Silvia Sardone, europarlamentare della Lega e possibile candidata del Carroccio alla guida del Comune di Milano, intervenuta ai microfoni de Gli Inascoltabili, trasmissione di Radio Roma Sound, alla vigilia di una nuova giornata di proteste. A preoccupare sono soprattutto le conseguenze degli scontri dello scorso fine settimana, tra devastazioni, incendi e mezzi delle forze dell’ordine dati alle fiamme. Uno scenario che ha spinto numerosi commercianti a predisporre protezioni per le vetrine e a valutare la chiusura delle attività in previsione di nuove tensioni.

“La città era davvero devastata e tutti si sono adoperati per riportarla come era prima. Non credo che un paese civile possa permettersi certe immagini, con le fiamme e le auto dei carabinieri bruciate, io non voglio rivederle il prossimo weekend. Ci sarà un’altra manifestazione da parte dei centri sociali dove casualmente, lo sappiamo già tutti, parteciperanno anche i maranza. Hanno trovato un braccio operativo, il centro sociale Milano Lambretta offrirà assistenza legale gratuita a tutti coloro che sono stati arrestati dalle forze dell’ordine, come se non avessero dovuto farlo. Arrestarli, o comunque fermarli, è il minimo.” Sardone rivendica quindi il sostegno della Lega all'impiego dell'Esercito nell'ambito dell'operazione Strade Sicure, chiedendo che i militari possano contribuire concretamente a bloccare eventuali responsabili, senza restare spettatori davanti alle devastazioni.

“Noi da tempo abbiamo chiesto l’intervento di strade sicure e quindi come Lega siamo contenti, i militari potranno fermare i soggetti e chiamare poi un poliziotto o un carabiniere per il fermo. Vorrei evitare di vedere la camionetta dell’esercito che guarda mentre le persone devastano una città. Qua serve la repressione.” Infine, l'europarlamentare sollecita maggiori garanzie per gli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico, sostenendo che il timore di conseguenze giudiziarie possa condizionare gli interventi. “Io credo che le norme fatte dal Governo siano importanti, credo anche che sia necessario dare più mano libera alle forze dell’ordine. È chiaro che se la Polizia interviene e deve fare delle cariche e poi gli agenti rischiano anche di essere indagati, magari la seconda volta non lo fanno più”.