Quattro video registrati nelle ore immediatamente precedenti all’attacco del 16 maggio a Modena potrebbero diventare uno degli elementi centrali dell’inchiesta su Salim El Koudri, il 31enne accusato di aver investito con un’auto numerosi passanti in via Emilia Centro, provocando la morte di Monica Esposito e il ferimento grave di altre sette persone.

I filmati, due realizzati il 15 maggio e altri due dopo la mezzanotte, quindi già nella giornata dell’attacco, sono stati recuperati dal telefono dell’uomo al termine di un lungo lavoro investigativo. Nei video El Koudri si riprende da solo e si lascia andare a monologhi di alcuni minuti, in gran parte in lingua inglese, nei quali esprime disprezzo nei confronti di alcuni personaggi pubblici e, più in generale, della cultura occidentale e del sistema americano.

Il materiale è stato messo a disposizione dei consulenti coinvolti nella perizia psichiatrica, che dovrà chiarire quali fossero le condizioni mentali dell’indagato e soprattutto se, al momento dei fatti, fosse capace di intendere e di volere. È questo uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta, perché dalle conclusioni dei periti potrebbe dipendere anche una parte importante della ricostruzione giudiziaria dell’accaduto.

Al momento, tuttavia, non sarebbero emersi elementi considerati sufficienti per parlare in modo definitivo di un percorso di radicalizzazione. Gli investigatori stanno analizzando anche i contenuti visualizzati in passato dall’uomo e i suoi spostamenti in Europa, ma finora non sarebbero stati individuati incontri sospetti o collegamenti tali da consentire di ricostruire con certezza una matrice organizzata.

La vicenda ha inevitabilmente riacceso anche il confronto politico sulla natura dell’attacco. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami ha sostenuto che i nuovi elementi rafforzerebbero l’ipotesi di una matrice islamica, mentre il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha ricordato che, nelle ore successive ai fatti, era stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a escludere la pista terroristica.

Al di là dello scontro politico, saranno quindi gli accertamenti giudiziari e la valutazione psichiatrica a stabilire quale peso attribuire ai video e se possano contribuire a chiarire il movente di un attacco che, a distanza di mesi, continua a lasciare aperti numerosi interrogativi.