Non è bastato un grande primo tempo alla Lazio per strappare la quarta vittoria consecutiva nelle prime quattro giornate di campionato. All'Olimpico il big match col Milan finisce 2-2, con una partita sostanzialmente divisa a metà. A salvare i rossoneri e Amorim è stato l'ingresso di Diego Moreira, arrivato in estate per 60 milioni, con una doppietta nel giro di due minuti scarsi. Nel primo tempo il Diavolo ha messo in campo una prestazione pessima, costantemente in ritardo, falloso, mai pericoloso al cospetto di una Lazio che invece era in stato di grazia. Prima Cancellieri, poi Noslin per il 2-0 dopo 39 minuti con la chiara colpevolezza della difesa milanista e di alcuni singoli come Estupinan. Un risultato giusto all'intervallo che poteva essere anche più largo, con più di qualche occasione importante di marca biancoceleste.
Nella ripresa equilibrio fino al 55', quando i cambi di Amorim Musah, Pulisic e soprattutto Moreira, sono saliti in cattedra con la Lazio che è scesa di condizione e concentrazione, disunendosi. Due gol nel giro di pochi secondi, simili tra loro, sempre dallo stesso lato, per l'esterno belga trattato a lungo anche dalla Roma. La squadra di Amorim preme e crea sfiorando la rete del vantaggio contro gli uomini di Gattuso che erano sulle gambe. Alla fine un pari che per l'andamento della gara può accontentare entrambe: Milan a 8 punti, Lazio a 10 al primo posto solitario in attesa di Como, Roma e Inter.
Nel postpartita Gattuso ha parlato così: "Il merito è dei ragazzi, che oggi ci hanno aspettato oltre 1000 tifosi a Formello che ci hanno accompagnato. Mi sono emozionato, vedendo gli anziani avvelenati che facevano i cori. Il calcio senza tifosi fa ca.are, è meglio fare una passeggiata col cane. Poi è normale, vorrei che stesse sul pezzo anche nelle gambe la squadra, un po’ di mentalità, nei 90 minuti. Ci siamo abbassati troppo. La mia storia da allenatore dice una cosa. Vado via dal Milan e vincono il campionato, e ho lasciato mentalità e cultura del lavoro. Vado via dal Napoli e poi vincono il campionato, non è un caso. Io vivo per questa roba qui, per la disciplina, far capire ai giocatori l’importanza di arrivare puntuali al campo, dare delle regole, per me è importante".
Poi risponde al ds Fabiani che in settimana ha parlato di obiettivo Europa: “Non dico se sono d’accordo o no, non prendetela come polemica. Abbiamo già tante pressioni addosso, giocare nelle nostre condizioni non è facile. Non è corretto che il direttore dica che l’obiettivo minimo è l’Europa, e non è una polemica. Alla Lazio bisogna sempre pensare a cosa importanti, ma il nostro obiettivo è pensare partita per partita. Non sono d’accordo che l’obiettivo minimo è l’Europa, poi se vogliamo prenderci in giro lo facciamo. E difficilmente cambio idea su questa roba qui, sono pressioni inutili”.
Amorim invece non è soddisfatto fino in fondo: “Per me abbiamo perso due punti, dobbiamo essere frustrati. Sembravamo due squadre diverse ma eravamo la stessa, anche perché diversi giocatori erano gli stessi. Ora è facile parlare, non sono pazzo, ora metterei la formazione che ho messo all'inizio. Ma anche il ritmo della Lazio è stato differente, per me siamo la stessa squadra, ma lo spirito è stato completamente diverso. Sapevamo che dovevamo cambiare qualcosa o avremmo sofferto, nella ripresa ho visto dopo 5 minuti che avevamo più fame e all’inizio avevo capito in 10 minuti che non eravamo nella partita come lo era la Lazio”.