David Rossi potrebbe non essersi suicidato nel 2013. Sono in corso a Roma le simulazioni disposte dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Mps deceduto nel 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena. All’interno dell’Università del Foro Italico è stata riprodotta una finestra con le stesse caratteristiche di quella di Rocca Salimbeni, mentre un atleta dei Carabinieri, con una corporatura analoga a quella di Rossi, sta eseguendo le diverse sequenze ipotizzate dagli esperti.

Le prove, condotte nell’ambito degli accertamenti di traumatologia forense, prevedono scenari con uno, due e tre possibili aggressori, considerando inoltre sia lo stato di coscienza sia quello di incoscienza della vittima. Alle attività partecipano il medico Robbi Manghi, l’ortopedico Marco Nigrisoli, il tenente colonnello del Ris Adolfo Gregori e i vigili del fuoco. Presente anche il presidente della commissione, Gianluca Vinci.

Dalle prime valutazioni tecniche - riporta l'Ansa - emergerebbe l’ipotesi di un’aggressione rapida e violenta da parte di almeno due persone di corporatura robusta. Rossi sarebbe stato cosciente prima della caduta e avrebbe tentato di reagire. Una volta oltre la finestra, avrebbe cercato di afferrarsi al bordo, mentre gli aggressori lo avrebbero trattenuto, forse per intimidirlo, prima della perdita della presa e della caduta.

Uno scenario che si confronta con quanto riferito nel 2022 da Sergio Schiavone, allora comandante del Ris, presentando gli esiti della precedente perizia. “Tra le varie ipotesi di caduta la dinamica la più compatibile è quella in cui David Rossi, cosciente, si tiene aggrappato con le mani alla barra di protezione e si lascia cadere nel vuoto con la parte anteriore verso il palazzo con il moto a ‘candela’”. Schiavone aveva aggiunto che “altre ipotesi con la presenza di terzi che lasciano cadere il dottor Rossi riproducono ipotesi di caduta non compatibili con le dinamiche di caduta”.