Ha un nome il presunto ideatore del Movimento 17 ottobre, la realtà che attraverso i social network ha promosso le manifestazioni contro il caro vita in diverse città del Nord Italia, alcune delle quali sfociate in scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti e saccheggi. Si tratta di Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione e di origini marocchine, individuato dalla Polizia nell’ambito degli accertamenti sulle mobilitazioni delle ultime settimane.
Il giovane è un attivista pro Palestina, giornalista freelance, politologo e ricercatore, con un percorso accademico caratterizzato da studi di geopolitica e dal conseguimento di un dottorato di ricerca. Nel corso della propria attività professionale avrebbe collaborato anche con alcune testate giornalistiche, tra cui Il Fatto Quotidiano.
Nella mattinata del 24 ottobre, Siher è stato sottoposto a perquisizione ed è stato successivamente accompagnato negli uffici della Questura di Milano, dove viene ascoltato dagli investigatori per chiarire il suo eventuale ruolo nella nascita e nella gestione del Movimento 17 ottobre.
Secondo quanto emerso, gli agenti della Digos di Brescia hanno effettuato accertamenti anche nell’abitazione dei genitori del trentenne, situata nella zona compresa tra Mazzano e Gavardo, nel Bresciano. Durante le operazioni sarebbe stato rinvenuto materiale informativo ritenuto di possibile interesse investigativo, che dovrà essere esaminato per comprenderne l’eventuale rilevanza.
L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulla pagina Instagram riconducibile al movimento, utilizzata per diffondere gli appuntamenti delle manifestazioni e le indicazioni relative alle mobilitazioni. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’organizzazione delle iniziative e di verificare se dietro la comunicazione social esistesse una struttura coordinata.
La vicenda assume particolare rilievo dopo le tensioni registrate nelle principali città del Nord Italia, dove le proteste contro l’aumento del costo della vita sono state accompagnate, in alcune occasioni, da violenti disordini che hanno provocato danni alle attività commerciali e feriti tra le forze dell’ordine.
Al momento, tuttavia, Youssef Siher non risulta indagato. La sua posizione è ancora al vaglio degli investigatori e l’eventuale coinvolgimento nella gestione della pagina social non costituisce, di per sé, una prova di responsabilità nella pianificazione degli episodi di violenza.
Gli accertamenti dovranno quindi chiarire quale ruolo abbia effettivamente svolto il trentenne, se vi siano altre persone coinvolte nell’organizzazione del movimento e quali elementi possano emergere dall’analisi del materiale acquisito durante le perquisizioni.
Intanto, controlli rafforzati anche a Roma, dove la Polizia di Stato ha identificato oltre 50 giovani nelle zone del Circo Massimo, di piazza della Repubblica, di via Einaudi e di via Cavour. Venti persone, tra cui un minorenne, sono state accompagnate in Questura dopo essere state trovate in possesso di passamontagna, scaldacollo, bombolette spray, maschere e zaini utilizzabili per occultare materiale. Per loro è al vaglio l’eventuale applicazione del fermo preventivo, mentre non risultano accertati collegamenti diretti con Siher.