È morto dopo essere stato colto da un malore mentre lavorava alla raccolta dei pomodori nelle campagne del Cremonese. La vittima è un bracciante romeno di 19 anni, residente in provincia di Piacenza, che nel tardo pomeriggio di domenica si è sentito male in un campo di Stagno Lombardo, dove era impegnato nella raccolta. Soccorso dai colleghi, che hanno immediatamente lanciato l'allarme, il giovane è stato affidato alle cure del personale del 118 e successivamente trasferito d'urgenza in elisoccorso all'ospedale Maggiore di Cremona, dove è deceduto poco dopo il ricovero.
Secondo le prime informazioni, il 19enne avrebbe accusato un malore mentre era al lavoro nei campi. Saranno gli accertamenti affidati ai carabinieri della Compagnia di Casalmaggiore e agli ispettori di Ats Val Padana a chiarire le cause del decesso e ad accertare eventuali responsabilità.
"Credo che oggi per il nostro paese sia una brutta giornata. Un ragazzo di 19 anni che perde la vita sul lavoro è sempre una grande tragedia, al di là della provenienza e della nazionalità", ha scritto sui social il sindaco di Stagno Lombardo, Roberto Mariani. "Saranno le indagini a chiarire quanto accaduto, ma resta il dramma dell'ennesima vittima sul lavoro". Il primo cittadino ha quindi ringraziato forze dell'ordine, personale sanitario e Ats, esprimendo le condoglianze dell'amministrazione comunale ai familiari del giovane.
Cordoglio anche da parte delle organizzazioni sindacali di categoria. Flai Cgil Cremona, insieme a Fai Cisl e Uila Uil, ha espresso vicinanza alla famiglia del lavoratore. "Si tratta dell'ennesima tragedia sul lavoro, che non può essere considerata una fatalità", ha dichiarato il segretario generale della Flai Cgil Cremona, Fabio Singh, sottolineando come "le condizioni estreme in cui sono costretti a operare i lavoratori agricoli rappresentino una grave violazione del diritto a un lavoro dignitoso e sicuro". Il sindacato ha annunciato che valuterà le iniziative necessarie per tutelare i familiari della vittima.
Singh ha inoltre ricordato che anche nel Cremonese è in vigore l'ordinanza della Regione Lombardia contro il caldo estremo, che sospende le attività lavorative all'aperto tra le 12.30 e le 16. "Sarà l'inchiesta a ricostruire la dinamica dei fatti, ma il caldo nelle campagne resta intenso anche dopo quell'orario. Resta il fatto che una giovane vita è stata spezzata e che si tratta di una morte che poteva essere evitata", ha affermato.
Il segretario della Flai ha infine richiamato la necessità di rafforzare le tutele nel settore agricolo, ricordando l'introduzione del rappresentante dei lavoratori per la salute e la sicurezza prevista dal rinnovo del contratto provinciale e chiedendo una maggiore attività ispettiva nelle campagne, oltre all'attivazione della cabina di regia territoriale prevista dalla normativa sul contrasto al caporalato.