«I violenti siete voi che ci avete negato il futuro. Ora quel futuro ce lo prendiamo». È uno dei messaggi pubblicati dal Movimento 17 ottobre, il nuovo profilo Instagram nato nelle ultime ore per raccogliere e rilanciare le iniziative di protesta. La pagina, che ha già superato i mille follower, si presenta come uno spazio dedicato a chi partecipa alle mobilitazioni di piazza e invita gli utenti a entrare in un gruppo Telegram. Tra gli annunci principali figura quello di una mobilitazione permanente ogni sabato alle 15, con appuntamenti nelle piazze di diverse città italiane, da Milano a Roma, passando per Bologna e Genova. L'obiettivo dichiarato è proseguire le proteste «fino alla caduta di questo governo ladro».
«Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri», si legge nella presentazione del profilo. In un altro messaggio, gli amministratori respingono le accuse rivolte ai manifestanti: «Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide». L'account non si limita agli slogan. Tra i contenuti condivisi c'è anche un filmato in cui alcuni giovani, indicati come partecipanti ai saccheggi avvenuti nel centro di Milano, consegnano a un senzatetto la merce sottratta ai negozi. Il video è accompagnato dalla dicitura «Esproprio proletario a Milano».
Spazio anche all'assistenza per chi è stato fermato durante le proteste. Un post invita a scrivere all'indirizzo hub4defenders@proton.me per entrare in contatto con avvocati attraverso un servizio di supporto legale: «Ti metteremo in contatto con avvocati. Tutti liberi, tutte libere». Il Movimento diffonde inoltre «Safer in the street», una guida tascabile rivolta soprattutto a chi partecipa per la prima volta alle manifestazioni. Il documento raccoglie indicazioni pratiche sui rischi delle mobilitazioni, sulla gestione dei rapporti con le forze dell'ordine e sulle forme di reazione collettiva. Tra i passaggi contestati, l'invito a non prendere pubblicamente le distanze da chi adotta modalità di protesta differenti, sostenendo che questo atteggiamento «aiuta solamente la repressione».
Sul fronte dell'ordine pubblico, dopo i disordini milanesi, le forze di polizia hanno riferito di 14 operatori feriti e 271 persone accompagnate in questura. Tra queste, 220 erano minorenni. Undici giovani sono stati arrestati tra sabato e domenica e la Procura ha chiesto per loro la convalida e la custodia cautelare in carcere, contestando, a vario titolo, anche le ipotesi di devastazione e saccheggio.